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Migranti, nuovi sbarchi a Lampedusa. E Sea Eye soccorre 330 persone in 48 ore: «L’equipaggio sta lavorando al limite»

Parallelamente, Alarm Phone lancia l’allarme: «Persi i contatti con 85 persone in difficoltà nella zona Sar italiana. La Guardia costiera si rifiuta di fornire qualsiasi informazione»

Sono complessivamente 134 le persone arrivate a Lampedusa nelle ultime ore, con due sbarchi diversi. Dopo il salvataggio di ieri di 16 persone di origine tunisina, ta cui un minore, nella notte sono stati soccorsi due barconi in difficoltà al largo delle cose italiane. Sul primo erano presenti 61 persone, tra cui 5 donne, di cui due incinte, e 8 minori; sul secondo erano presenti invece 73 uomini. Tutti i migranti, dopo il triage sanitario, sono stati accompagnati nell’hotspot di contrada Imbriacola, dove erano già presenti altri 220 ospiti. 


Gli Sos di Alarm Phone e di Sea Eye

Ma le richieste di aiuto per i barconi in difficoltà nel Mediterraneo continuano. Alarm Phone ha reso noto su Twitter di aver «perso i contatti con un’imbarcazione con 85 persone a bordo e Mrcc Roma (il comando generale del corpo delle capitanerie di porto della Guardia costiera italiana) si rifiuta di fornire qualsiasi informazione. Le persone hanno raggiunto la zona Sar italiana nella notte, tutte le autorità sono informate».


Intanto la Sea Eye 4 ha soccorso in cinque diverse operazioni 99 persone, principalmente provenienti dalla Siria. «Ora ci sono circa 330 rifugiati a bordo della nostra nave – scrive long su Twitter – L’equipaggio sta lavorando ai limiti delle proprie possibilità». 

L’Unhcr: «650 persone riportate a Tripoli dalla Guardia costiera libica»

Nel frattempo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati della Libia (Unhcr) ha reso noto che oltre 650 migranti intercettati in mare sono stati riportati indietro a Tripoli dalla Guardia costiera libica. I migranti «erano partiti a bordo di 4 gommoni da Zwara», città nella Libia Nord-occidentale. Dopodiché, i migranti «sono stati intercettati, soccorsi e riportati indietro in Libia con due diverse operazioni di sbarco». L’agenzia delle Nazioni Unite ha infine reso noto che «l’Unhcr e l’International Rescue Committee (Irc) hanno offerto urgenti aiuti umanitari e medici a tutti i sopravvissuti».

Foto in copertina di repertorio: ANSA/CARMELO SUCAMELI

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