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Matrimoni, dietrofront del governo sul Covid manager. Gelmini: «Ha un costo eccessivo, ci dobbiamo fidare del rispetto delle regole»

La ministra per gli Affari regionali ha confermato la presenza del Green pass anche per le cerimonie. «Vaccinazioni in vacanza? Rischiamo di compromettere il piano vaccinale»

Niente Covid manager per i matrimoni. Il dietrofront su una delle principali regole anti virus deciso dal governo per la ripresa delle cerimonie, viene annunciato oggi dalla ministra Mariastella Gelmini che, in diretta a Domenica In su Rai 1, spiega le ragioni del ripensamento. «Non ci sarà perché è stato valutato come costo eccessivo, ci fidiamo e sappiamo che il rispetto delle regole c’è nella stragrande maggioranza dei casi, con distanziamento e numero ospiti proporzionato al luogo». Dal 15 giugno sarà possibile dunque sposarsi con le linee guida decise due giorni fa dal Comitato tecnico scientifico, ma l’obbligo di un wedding manager volto a garantire il rispetto delle norme anti Covid, secondo le prime indicazioni necessario almeno ogni 50 invitati, di fatto non ci sarà. La ministra per gli Affari regionali si è espressa anche sull’importante ruolo del Green pass che a quanto pare il governo starebbe prevedendo anche per l’ingresso alle cerimonie: «Ci sarà anche per i matrimoni».


«Vaccinazioni in vacanza? Meglio di no»

Durante l’intervento Gelmini ha poi ribadito la posizione del governo sulla discussa questione delle vaccinazioni nei luoghi di vacanza: «L’idea di vaccinarsi in vacanza è suggestiva, ma rischieremmo di compromettere i risultati del piano vaccinale. Il generale Figliuolo ha detto che dobbiamo mettere in sicurezza over 70 e over 60. Se ci sono Regioni che dopo aver attuato il piano faranno qualcosa di più, bene, ma credo che si possa tornare dalle vacanze per vaccinarsi».


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