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Coronavirus, nel Regno Unito alloggi pagati dallo Stato per l’isolamento. In Giappone è allarme su Osaka: quasi piene le terapie intensive

Il governo di Boris Johnson non ha intenzione di fermare il percorso di allentamento delle misure che si completerà il 21 giugno. Per contenere l’aumento dei casi legati alla variante indiana, arrivano finanziamenti per alloggi a chi non ha posto per l’autoisolamento. A due mesi dalle Olimpiadi, i medici di Osaka stanno fronteggiando a una durissima nuova ondata di contagi

REGNO UNITO

EPA/ANDY RAIN | Il premier britannico Boris Johnson

Il governo britannico finanzia un alloggio per l’autoisolamento nelle zone più a rischio per la variante inglese

Il governo inglese sta per avviare un piano di sostegno economico per facilitare l’autoisolamento in almeno nove zone del Paese più esposte al rischio di un aumento dei casi di Coronavirus legato alla diffusione della variante indiana. Il cronoprogramma del governo per le riaperture prevede di arrivare al 21 giugno con l’eliminazione di quasi tutte le restrizioni finora in vigore. Come scrive l’agenzia Reuters, nonostante i contagi nel Regno Unito siano su livelli minimi, l’obiettivo del governo è minacciato dalla maggiore diffusione della mutazione scoperta per la prima volta in India, rivelatasi più trasmissibile rispetto alla variante inglese. Perciò il governo punta a finanziare aree come lo Yorkshire, il Lancashire e il quartiere di Londra di Hackney, perché sia messo a disposizione di chi vive in famiglie numerose un alloggio in cui trascorrere il periodo di autoisolamento in caso di positività. Il finanziamento prevede assistenza sociale e sostegno soprattutto ai residenti stranieri che non parlano inglese come prima lingua.


GIAPPONE

EPA/KIMIMASA MAYAMA | Un uomo distribuisce volantini con le indicazioni sulle regole anti Covid fuori dalla metropolitana di Tokyo

Verso l’esaurimento dei posti letto nelle terapie intensive di Osaka

Aumentano le incognite per il Giappone che si prepara a ospitare le Olimpiadi il prossimo luglio, mentre la nuova ondata di contagi sta mettendo in seria difficoltà le strutture ospedaliere nella provincia di Osaka, la seconda più popolosa del Paese con circa 9 milioni di persone. Secondo l’agenzia Reuters, in questa zona stanno emergendo i segni più evidenti della nuova ondata, con un terzo delle vittime nazionali nel solo mese di maggio, nonostante rappresenti circa il 7% dei giapponesi. Secondo il direttore del Kindai university Hospital di Osaka, Yuji Tohda, quello che sta vivendo la provincia di Osaka: «È un collasso del sistema medico».


In diverse strutture si denuncia la carenza di posti letto, oltre che di ventilatori, a fronte di un aumento costante dei casi che sta mettendo a dura prova la resistenza dei medici in perenne straordinario. Secondo il prof. Tohda l’aumento dei casi è legato alla variante inglese, predominante nel Paese. E i dati sulla pressione ospedaliera spiegano il suo allarme: fino allo scorso giovedì, a Osaka era occupato il 96% dei letti nelle terapie intensive, mentre sono solo il 14% dei 13.770 contagiati a essere riusciti a ottenere un ricovero, a fronte del 37% di Tokyo. A essere colpiti dal virus ormai non solo gli anziani, come chiarisce il direttore dell’Osaka Medical and pharmaceutical university hospital, Toshiaki Minami: «Credo che fino a ora molti giovani pensassero di essere invinciili. Ma questa volta non può essere così. Tutti corrono lo stesso rischio».

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