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Uggetti: «Contento delle scuse Di Maio. E ora mi aspetto un gesto da Salvini»

L’ex sindaco di Lodi, assolto dall’accusa di turbativa d’asta, «non dimentica» il gesto delle manette mimato in campagna elettorale dal segretario leghista dopo il suo arresto

La sua assoluzione, dopo 5 anni, ha provocato diverse reazioni tra i politici che lo avevano dato per colpevole fin dal primo giorno. Simone Uggetti, ex sindaco di Lodi arrestato nel 2016 con l’accusa di turbativa d’asta, ha ricevuto le scuse pubbliche di Luigi Di Maio – allora capo politico del Movimento 5 Stelle – che si è spinto a definire il suo stesso comportamento «grottesco e disdiscevole». Ma non c’era solo lui: tra le cose che Uggetti non può dimenticare è il gesto delle manette mimato allora dal senatore e segretario della Lega Matteo Salvini.


«Sono contento delle scuse di Di Maio, non me le aspettavo. Voglio credere e sperare che il suo ravvedimento sia sincero», ha dichiarato a Repubblica. «Il M5s ebbe un comportamento inqualificabile allora, ma mi aspetterei delle scuse anche da parte della Lega e di Salvini. Lui mi ha mandato la sua solidarietà, e lo ringrazio. Ma non dimentico che, quando venne in campagna elettorale a Lodi dopo le mie dimissioni, mimò il gesto, barbaro, delle manette».


«Allora venni trattato come una bestia dal circo mediatico e politico», sottolinea. E del Partito Democratico, il suo partito, che idea si è fatto in questi 5 anni? «Diciamo che l’allora segretario Renzi, verso il quale non ho acrimonia, mi scaricò un po’ troppo velocemente», dice Uggetti. Fece un errore politico. Tempo dopo, quando lo rividi, mi chiese come stessi, del carcere. Glielo dissi: hai sbagliato sul caso Tempa Rossa e sulle dimissioni della ministra Guidi. Cambiò discorso».

Immagine di copertina: Ansa/Matteo Corner

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