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Serie A, i rincari di Dazn e le offerte per i vecchi clienti. Guida ai nuovi abbonamenti

Tra i dubbi ancora da sciogliere quello relativo ai clienti diventati tali tramite un “voucher” emesso da Sky per vedere il canale Dazn1 sulla piattaforma

Sette partite della Serie A da questa estate passeranno dalle mani di Sky a quelle di Dazn, in esclusiva. Sette su un totale di dieci per ogni giornata, di cui tre in co-esclusiva con il gruppo fondato da Rupert Murdoch. Dazn si è infatti accaparrata i diritti della Serie A per il triennio 2021-2024. E tra le novità c’è il cambio di tariffe: da 9,99 a 29,99 euro al mese. Sono previste agevolazioni per chi si abbona dal 1° al 28 luglio: il costo sarà di 19,99 euro al mese per 14 mesi, mentre per chi è già cliente la stessa offerta durerà 12 mesi, con luglio e agosto che saranno però in regalo. Chi non è d’accordo con i rincari, può recedere il contratto entro 30 giorni dalla comunicazione che Dazn sta inviando in queste ore. Diversamente, il nuovo piano tariffario scatterà dal primo luglio.


Il voucher

Tra gli interrogativi della community Dazn c’è quello relativo ai clienti diventati tali tramite un “voucher” emesso da Sky per vedere il canale Dazn1 sulla piattaforma. Saranno considerati clienti? Dazn fa sapere che, da fine giugno, tutti quegli account attivati tramite voucher verranno considerati «dormienti” (clienti sì, ma senza servizi attivi) e da luglio verranno contattati per aderire all’offerta da 19,99 euro. Saranno trattati come tutti coloro che erano abbonati anche nel 2020-2021», assicura l’azienda. Come spiega Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori, a la Repubblica, questi clienti stanno ricevendo delle mail fuorvianti. «Alcuni ci segnalano che Dazn gli sta inviando la nuova proposta contrattuale, con tariffa a 29,99 euro al mese che si attiverà dal primo luglio, a meno che non recedano entro trenta giorni». E poi: «La comunicazione è ambigua, anche perché queste persone erano abbonate a Sky e non hanno idea se Dazn li consideri nuovi clienti oppure no».


Costi troppo elevati?

Secondo Mauro Vergari, responsabile del centro studi Ricerche e innovazione di Adiconsum ed esperto di telecomunicazioni, «l’aumento da 9,99 euro a quasi 30 euro sembra eccessivo. Capiamo che il mercato è libero e i clienti possono disdire in ogni momento, ma una cifra del genere non la chiede Prime, né Netflix e la stessa Sky per la stessa cifra offriva anche il cinema e un decoder per vedere molti altri canali satellitari». Quanto allo streaming non sempre ottimale – come nel caso delle partite Inter-Cagliari e Verona-Lazio che i clienti Dazn fecero fatica a vedere per problemi di ricezione del segnale – l’azienda ha offerto loro un mese gratis. «Sappiamo bene che in Italia ci sono molte zone ‘bianche’, in cui la qualità di ricezione non è adeguata. Ecco perché chiediamo, da sempre, neutralità tecnologica: che un servizio venga trasmesso su tutte le piattaforme, streaming, digitale terrestre o satellitare che sia. Altrimenti bisogna che Dazn investa per consentire a tutti i suoi clienti di vedere le partite senza problemi: parliamo di eventi in diretta dove perdere anche solo dieci secondi può fare la differenza», ha detto Vergari.

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