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Marcello De Vito scarica Virginia Raggi e passa a Forza Italia: «Troppe capriole ideologiche nel M5s»

Il presidente dell’Assemblea capitolina, già due settimane fa, aveva attaccato duramente il Movimento: «Non avverto più alcun senso di appartenenza»

Dopo nove anni nei ranghi dei 5 stelle, una candidatura a sindaco di Roma nel 2013 e il boom di voti come consigliere comunale nel 2016, Marcello De Vito ha lasciato il gruppo consiliare del Movimento. Lo ha fatto il 24 maggio, con un post su Facebook, scagliandosi contro le «tante capriole ideologiche» grilline. Due settimane più tardi, nel corso di una conferenza stampa nella sede nazionale di Forza Italia, seduto tra Maurizio Gasparri e Antonio Tajani, ha annunciato il passaggio nel partito di Silvio Berlusconi: «Prima mai con il Pd e poi alleanza con il Pd, quindi al Movimento dico buon Pd, buoni video dell’auto-elevato, buoni contenziosi. Non sono cose che mi appartengono più».


Il presidente dell’assemblea capitolina è stato soprannominato Mister preferenze per aver portato 6.451 voti alla causa di Virginia Raggi: un suffragio che gli ha fatto ottenere di diritto il ruolo di presidente dell’Assemblea capitolina. Il 20 marzo del 2019, tuttavia, è stato arrestato per corruzione nell’inchiesta sulla costruzione dello stadio della Roma. Ha passato 107 giorni nella casa circondariale di Regina Coeli e 137 agli arresti domiciliari. Luigi Di Maio, ancora capo politico dei 5 stelle, lo fulminò pubblicamente: «L’ho cancellato dal Movimento per sempre senza passare dai probiviri: De Vito deve stare a chilometri di distanza da noi, noi le mele marce le cacciamo subito». L’espulsione non fu formalizzata dai probiviri.


De Vito, ora in attesa della sentenza di primo grado, è tornato a coprire il suo ruolo in Campidoglio dopo che la Cassazione ha annullato il provvedimento di custodia cautelare. L’avvocato 46enne, annunciando l’adesione a Forza Italia, ha dichiarato che la vicenda giudiziaria che lo riguarda non avrebbe influito sull’addio definitivo al gruppo consiliare che sostiene Raggi: «I vertici del Movimento 5 stelle si sono comportati in modo inqualificabile. Ma non è stato questo che ha influito sulla mia scelta». Già ad agosto 2020, in maniera criptica e sempre sui social, De Vito aveva parlato di necessità di «chiudere un ciclo».

Una strada già battuta e l’ironia di Berlusconi: i 5 stelle «a Mediaset pulirebbero i cessi»

Quello di De Vito non è il primo caso di un passaggio dal Movimento 5 stelle a Forza Italia. La deputata Veronica Giannone, espulsa dal Movimento, lo scorso 20 gennaio ha aderito a Forza Italia: «È il partito che interpreta al meglio i valori liberali». La stessa parabola era stata compiuta, prima di lei, dal deputato Matteo Dell’Osso, passato infine, il 27 maggio 2021, nel nuovo partito del Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, Coraggio Italia. Stupiscono questi approdi di ex-grillini in Forza Italia dopo che Silvio Berlusconi, in un comizio a Casacalenda nel 2018, disse dei 5 stelle: «È gente che non ha mai fatto nulla nella vita: nella mia azienda li prenderei per pulire i cessi».

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