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La benedizione di Galli sui giovani in discoteca: «Vanno premiati, riaprano i locali a chi si è vaccinato»

Per l’infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano agli over 60 non ancora vaccinati va applicata qualche limitazione: «Forse cosi la gente ci ripensa»

Con l’Italia sempre più bianca, e in vista dell’eliminazione totale del coprifuoco a partire da metà mese, ora il governo si muove per riaprire le discoteche. L’ipotesi sul tavolo dell’esecutivo è quella del green Pass: «In questo momento in cui la campagna vaccinale sta andando a gonfie vele, non va più detto di non fare qualcosa, ma di farla in sicurezza e con attenzione». A dirlo è Massimo Galli, primario di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, in un’intervista a Il Giornale. Le discoteche vanno aperte «a chi è vaccinato anche con una dose e che abbia sviluppato gli anticorpi», dichiara Galli, mentre migliaia di giovani si sono già prenotati per la prima somministrazione. Oltre al vaccino, l’accesso alle discoteche, cosi come previsto dal green Pass, sarà permesso a chi possiede un certificato di guarigione o un tampone negativo. Ma per l’infettivologo i test non devono essere gratis. «Anche se ognuno paga un piccolo dazio, questo è il modo migliore di andare a ballare senza preoccupazioni».


Sulla campagna vaccinale, e la grande adesione da parte dei giovani, Galli parla di un fenomeno molto positivo: «Le nuove generazioni stanno cercando la loro libertà, evviva!». Per i tanti over 60enni che ancora non si sono fatti vaccinare, Galli propone così come per i giovani il principio della premialità: «Per esempio metterei qualche limitazione significativa, come non poter entrare nei locali o nei ristoranti senza il green pass. Forse cosi la gente ci ripensa». Sulle varianti Galli conferma che anche quella indiana si diffonderà in Italia: «I vaccinati o i guariti dal Covid saranno protetti». Ma in vista di un’estate normalità per l’infettivologo serve «coerenza nei comportamenti. Ho partecipato a una festicciola familiare di 10 persone e gli ospiti erano vaccinati, guariti o tamponati».


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