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Oggi il vertice per le riaperture delle discoteche, Speranza apre uno spiraglio, l’ipotesi sul tavolo del Cts: si tornerà a ballare, ma solo per chi è stato vaccinato

Oggi la riunione al ministero della Salute con gli esperti per decidere tempi e modi sulla ripartenza dei locali notturni. Le sigle di categoria: «Sì al pass, ma senza limitazioni»

La platea di giovani che Roberto Speranza deve raggiungere con i vaccini anti Covid passa anche dalle discoteche, la cui riapertura sarà al centro della riunione di oggi al ministero della Salute tra lo stesso ministro e gli esperti del Cts. L’ordine del giorno è capire con quale modalità riaprire i battenti di discoteche e sale da ballo, uniche rimaste al palo in questa fase di riaperture. Come sostenuto dallo stesso Speranza, infatti, «per ora di riaprire non se ne parla, ma potremmo programmare per luglio la ripartenza delle discoteche riservandole a chi ha il pass vaccinale, in modo da spingere giovani a giovanissimi a immunizzarsi». Un obiettivo di fatto confermato in quello a medio termine illustrato dal commissario straordinario per l’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo che punta a coprire con la seconda dose entro settembre almeno l’80% della popolazione. Circa 54 milioni di persone, compresi gli adolescenti.


Il nodo sulle restrizioni

Il comune denominatore tra le ipotesi è il pass vaccinale. Dal ministro al sottosegretario Pierpaolo Sileri il Green Pass mette tutti d’accordo. Le stesse associazioni di categoria concordano sull’utilizzo di una certificazione che riservi l’ingresso «a chi è vaccinato, a chi ha contratto il virus e ne è guarito, o presenta un tampone negativo eseguito nelle 36 ore precedenti», come sottolineato dal presidente di Silb-Fibe Maurizio Pica. Lo scoglio, invece, resta l’eventuale gradualità delle future riaperture, punto sensibile sul quale gli imprenditori sono più scettici dopo che l’altro sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ha posto tra le condizioni anche quella degli ingressi ridotti. «Parlare di altri limiti non ha senso», spiega Giancarlo Bornigia, proprietario della discoteca romana Piper e presidente di Assointrattenimento Lazio, costola regionale di Confidustria del settore dei locali notturni. «In Italia abbiamo già la normativa più restrittiva in Europa e riguardo le presenza consentite nei locali, che vengono da un fermo attività che dura dal 29 febbraio del 2020».


Gli obiettivi della campagna vaccinale

Il vertice tra Cts e ministero della Salute arriva al netto delle intenzioni di tagliare il traguardo della “Quota 70”, ovvero l’obiettivo posto dal generale Figliuolo di avere almeno 8 italiani su 10 immunizzati. La cifra impedirebbe al virus di circolare, ma per raggiungere il risultato occorre raddoppiare le somministrazioni che «questa settimana», come riferito dallo stesso Figliuolo, «è in media di 550 mila al giorno con 28 milioni di dosi consegnate sui 54 previsti». Le discussioni sulla ripartenza dei locali notturni, arrivano nella consapevolezza dello stesso commissario straordinario sulla necessità «di una terza dose» da somministrare al termine dell’effetto del primo ciclo vaccinale e a cui non si sono ancora sottoposti 3 milioni di over-60. Una porzione di popolazione che, secondo Figliuolo, potrà essere gestita «delocalizzando» le somministrazioni in strutture supplementari agli hub.

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