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Omicidio Desireé, resta in carcere il quarto condannato liberato ieri. L’avvocata delle madre: «Ora animi più sereni»

Ieri la madre aveva gridato allo scandalo quando è arrivata la sentenza della Corte d’Assise: «Mi attendevo quattro ergastoli, non sono soddisfatta»

«La notizia che Minthe resta in carcere rasserena gli animi. Il fatto che una persona condannata a 24 anni e 6 mesi potesse tornare libero era una cosa inconcepibile». Così l’avvocato Maria Concetta Belli, legale di Barbara Mariottini, madre di Desireè, la 16enne uccisa a Roma nel 2018. «La reazione della madre di ieri sera è stata umana, per lei sono stati due anni terribili, un processo doloroso in cui ha dovuto rivivere tutte le fasi di questa drammatica vicenda», ha detto. Ai commenti si aggiunge anche quello dell’avvocato Maria Teresa Ciotti, legale dei nonni e della zia della ragazzina uccisa, che dice che «la mamma di Desireè ieri era rimasta sconvolta alla lettura della sentenza dalla notizia che uno degli imputati potesse lasciare il carcere ma questa mattina ha accolto con soddisfazione la notizia. Nulla potrà restituirle la figlia ma queste condanne ridanno dignità e rispetto alla memoria di Desireè». Ieri la madre della ragazza aveva gridato allo scandalo quando è arrivata la sentenza della Corte d’Assise: «Mi attendevo quattro ergastoli, non sono soddisfatta di questa sentenza soprattutto perché uno degli imputati torna libero e questo non doveva succedere. Non ho avuto giustizia». Il riferimento era innanzitutto per Brian Minthe, condannato a 24 anni e mezzo di carcere per l’omicidio della 16enne e che rischiava di essere immediatamente scarcerato per la scadenza dei termini di custodia. A poche ore dalla sentenza però Minthe ha ricevuto una nuova ordinanza di custodia, per cui non potrà lasciare il carcere.


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