Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Sulle paure per la variante Delta a Londra l’Uefa tira dritto. Attacco da Berlino: «Si gioca per interessi commerciali»

Per l’organizzazione le misure adottate sono completamente allineate con le normative decise dalle autorità sanitarie. Il ministro dell’Interno tedesco: «Irresponsabili»

I prossimi match degli Europei non subiranno variazioni per motivi sanitari legati alle norme anti-contagio. Ad affermarlo la Uefa in una nota ufficiale: «Tutte le rimanenti partite di Euro 2020 si svolgeranno come programmato. Le misure di mitigazione adottate in ciascuna delle sedi di Euro 2020 sono completamente allineate con le normative decise dalle competenti autorità sanitarie locali», spiegando che «le decisioni finali sul numero di spettatori che assisteranno alle partite e i requisiti di ingresso nelle nazioni ospitanti e negli stadi ricadono nella responsabilità delle autorità locali competenti, e la Uefa segue tassativamente tutte queste misure».


Il consulente medico della Uefa Daniel Koch ha spiegato che «non si può totalmente escludere che eventi e raduni potrebbero dopotutto aver portato ad alcuni aumenti locali nel numero dei casi, questo però non si applicherebbe solo alle partite di calcio ma anche a ogni tipo di situazioni che non sono consentite in quanto parte delle misure di contenimento decise dalle autorità locali competenti». «Le intensive campagne vaccinali che sono state messe in campo in tutta Europa e i controlli alle frontiere», sostiene il consulente medico, «aiuteranno ad assicurare che non cominci nel continente una nuova grande ondata e non si metta pressione sui vari sistemi sanitari, come è successo con le precedenti ondate di contagio».


Il governo tedesco contro l’Uefa: «Comportamento irresponsabile»

Una decisione, quella della Uefa, criticata aspramente dal ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer: «Ritengo che il comportamento della Uefa sia assolutamente irresponsabile», ha detto in conferenza stampa a Berlino affermando di avere il sospetto «che ci sia un problema di tipo commerciale, e ragioni del genere non dovrebbero prevalere sulla protezione della salute». Il ministro ha quindi chiesto all’organizzazione di rivedere la sua posizione. Dello stesso parere il virologo Roberto Burioni che che ha parlato via Twitter di «ottusa irresponsabilità della UEFA» nel rifiuto di spostare le partite da città dove esiste un grave pericolo di contagio da Coronavirus.

Continua a leggere su Open

Leggi anche: