La Superlega non può partire a breve, la Corte di Giustizia Ue gela le speranze (mai perse) dei 12 club

Il 25 maggio la Uefa aveva avviato un procedimento disciplinare contro Real Madrid, Barcellona e Juventus. Il 6 giugno il procedimento era stato sopseso ma i rapporti con i club rimangono ancora tesi

Nessuna corsia preferenziale. Nessuna procedura accelerata. Secondo il sito Politico.eu, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha respinto la richiesta di un tribunale di Madrid di accelerare il procedimento giudiziario che coinvolge Super League e Uefa. Tutto è nato con la presentazione ad aprile di un nuovo torneo a cui avrebbero participato solo 12 squadre di calcio in tutta Europa. Un progetto a cui in Italia avevano aderito Milan, Inter e Juventus. L’idea è stata subito bocciata dalla Uefa, la società con sede in Svizzera che organizza le competizioni europee di calcio professionistico. Prima di tutto la Champions League. Il 25 maggio la Uefa ha deciso di avviare un procedimento disciplinare contro Real Madrid, Barcellona e Juventus, le squadre che ancora sostengono il progetto. A questo punto la Super League aveva chiesto alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea di valutare se il blocco del progetto imposto dalla Uefa avesse violato le leggi sulla concorrenza nell’Unione Europea. Il 6 giugno il procedimento della Uefa contro le squadre della Super League è stato sospeso. Con la decisione della Corte di respingere la richiesta procedura accelerata sono tramontate le speranze di avere una risposta in tempi brevi. Al momento tutte le parti coinvolte possono presentare osservazioni fino al 18 ottobre.


Cosa prevedeva il progetto Super League

I dettagli non sono mai stati confermati, visto che il progetto è crollato in una manciata di giorni. L’obiettivo dei club riuniti sotto la Super League era quello di creare un nuovo campionato europeo a cui avessero accesso solo 20 squadre. Il torneo sarebbe iniziato con due gironi da dieci squadre per poi muoversi verso le fasi finali. L’idea era quella di concentrare l’interesse del pubblico verso i match con le squadre più grosse e allo stesso tempo permettere a queste società di gestire direttamente i diritti televisivi. Andrea Angelli, presidente della Juventus, è stato uno dei sostenitori più accaniti della Super League: «Fra i nostri club c’è un patto di sangue, il progetto della Super League ha il 100% di possibilità di successo, andiamo avanti».


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