Green pass a scuola in caso di focolaio, vaccini ai prof solo consigliati, le richieste delle Regioni. Ma il governo non deciderà subito

Domattina alle 9 nuova riunione della Conferenza delle Regioni per decidere il ruolo delle certificazioni e le modalità di lezione in presenza

Il mondo dell’istruzione aspetta di conoscere il suo prossimo futuro, con ogni probabilità contraddistinto dalla raccomandazione ai vaccini e dall’obbligo del Green Pass per accedere in un istituto diventato focolaio a causa del Covid. A poco più di un mese dal ritorno a scuola, la linea tracciata dall’ultima seduta della Conferenza delle Regioni sembra precisa, ma nulla ancora è certo. Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, infatti, decisioni più chiare, se non ufficiali, si avranno domani, quando si riunirà di nuovo la Conferenza delle regioni.


Green pass a scuola in caso di focolaio

Tra le proposte discusse e avanzate nel pomeriggio dai governatori anche la «raccomandazione alla vaccinazione per il personale scolastico e universitario, sia docente che tecnico-amministrativo». In caso di focolai, invece, le classi possono essere frequentate in presenza soltanto «per chi ha il Green Pass». La certificazione, in particolare, prevede una modulazione basata «sulla base del contesto epidemiologico territoriale» e dovrebbe essere applicata a partire dal prossimo novembre. Tra i punti discussi al tavolo, tuttavia, rimane ben fermo l’obbligo del certificato in ambito extra-didattico «per grandi eventi sportivi e di spettacolo, discoteche, fiere e congressi». Domani lo stesso organismo di coordinamento territoriale si riunirà a partire dalle 9.


La corsa per la scuola in presenza

Queste sono ore di colloquio, dove nessun dettaglio è ancora sicuro. Di certo c’è il ruolo del Green Pass a scandire le programmazioni sul territori, come già anticipato dall’incontro tra le Regioni. Domani sarà convocato anche il Consiglio dei ministri ma, stando a fonti governative, la riunione non avrà al centro del tavolo la questione del green pass. Nelle scorse ore il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi aveva valutato l’ipotesi dell’obbligo di vaccinazione per tutti i docenti, generando una discussione politica quando ha affermato che «sarà il governo» a decidere sulla questione. Nei piani dell’esecutivo, come ribadito dallo stesso Bianchi, sarebbe quello di garantire il prossimo anno scolastico in presenza. Nella divisione dei partiti, anche i governatori hanno chiesto in maggioranza di superare la dad.

«Mi auguro che il ministro e il governo accelerino l’iter per il ddl che ho presentato sull’obbligo di vaccino al personale docente e non», ha affermato sul tema la senatrice di Forza Italia Licia Ronzulli, che è anche presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. «Il documento», prosegue, «prevede la sospensione dalla mansione in caso di inadempienza e il docente sarebbe sostituito dai tanti insegnanti non di ruolo che fanno supplenze».

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