Ddl Zan, battaglia degli emendamenti in Senato. La Lega ne presenta 672. Il deputato Pd: «Vogliono affossare la legge»

Presentati oltre mille emendamenti. Lega sulle barricate con 672 richieste di modifica. Italia Viva ne presenta 4, Forza Italia 134 e Fratelli d’Italia 127. Ulteriori “ritocchi” richiesti dalle Autonomie e dal Misto

È il giorno della verità in Senato per il ddl Zan. A Palazzo Madama, dopo giorni di scontro tra le forze politiche dopo la discussione generale e la votazione sulla sospensiva (non passata per un solo voto) della scorsa settimana, alle 16:30 prenderà il via la discussione sugli oltre mille emendamenti presentati al disegno di legge contro l’omotransfobia. A chiedere “ritocchi” al testo è stata principalmente l’area di centrodestra (salvo alcune eccezioni in Forza Italia), con la Lega in prima linea pronta a dar battaglia. Il Carroccio ha infatti presentato 672 emendamenti. A questi si aggiungono 20 emendamenti presentati dal vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, e circa 80 proposte di modifica al testo presentati da Paola Binetti dell’Udc. Anche Italia viva di Matteo Renzi ha presentato 4 emendamenti, di cui 2 a firma del capogruppo, Davide Faraone insieme al collega Giuseppe Cucca e altri 2, sempre di Cucca, co-firmati dal socialista Riccardo Nencini. Forza Italia ha invece presentato 134 emendamenti e Fratelli d’Italia 127. Nella conta degli ulteriori emendamenti presentati se ne scorgono 4 dalle Autonomie, 5 a firma Gregorio De Falco del Misto e 3 a firma Mattia Crucioli del gruppo L’Alternativa c’è.


Le reazioni di Alessandro Zan (Pd) e di Elio Vito (Fi) e la risposta di Romeo (Lega)

Immediata la reazione del deputato del Pd Alessandro Zan, che attacca la Lega: «I 700 emendamenti presentati dalla Lega al ddl sono il chiaro tentativo di affossare la legge. Altro che volontà di dialogo e mediazione. Salvini sui diritti conferma di avere la stessa linea di Orbán». Anche il deputato di Forza italia, Elio Vito, tra i pochi Azzurri che hanno apertamente dichiarato di essere a favore del disegno di legge Zan, si è lasciato andare a un sarcastico (e amaro) commento sugli emendamenti presentati del Carroccio: «La Lega rispetta la media, 170 audizioni in Commissione, 700 emendamenti in Aula. Tu chiamale, se vuoi… mediazioni…». In risposta alle accuse del deputato Zan è intervenuto il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, che ha tagliato corto: «Se si dialoga, la Lega è pronta a ritirare gran parte degli emendamenti presentati al Ddl Zan. Se invece il Pd continuerà a volere lo scontro, affosserà la legge e la tutela dei diritti di migliaia di persone».


I timori di Pd e M5s

Dato l’esito risicatissimo del voto della scorsa settimana, l’asse costituito da Partito Democratico, M5s e LeU teme l’incognita dei possibili franchi tiratori tra gli scranni dei senatori e delle senatrici dell’ex maggioranza del governo Conte bis. E da questo scenario d’incertezza dipenderà l’iter del ddl Zan che, con alte probabilità, slitterà a settembre. Questo anche alla luce del passaggio in Senato di almeno nove decreti legge da convertire prima della pausa estiva, pena la loro decadenza, tra cui il decreto Sostegni bis e il Recovery.

La diretta dal Senato sul Ddl Zan

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