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Dopo il flop a Tokyo, nella scherma azzurra volano stracci. Il ct Cipressa sbotta: «Basta insulti e faide interne»

L’allenatore della squadra della specialità di scherma risponde all’ex-schermitrice Di Francisco: «Accetto critiche solo se costruttive, non insulti pesanti»

Per la scherma italiana i Giochi di Tokyo 2020 sono stati deludenti per diversi analisti e personalità ai vertici dello sport azzurro. Nonostante la disciplina abbia portato nel medagliere della spedizione dell’Italia 5 medaglia (una in più di Rio 2016, ma senza ori), sono arrivate aspre critiche e commenti sulle prestazioni degli atleti italiani, come quelle del presidente del Coni Giovanni Malagò che si è detto «amareggiato» per l’andamento della scherma in Giappone dopo l’esclusione della squadra maschile di fioretto dal podio. Il risultato, secondo Malagò dovrà servire per «una profonda riflessione da parte della federazione, perché tra tre anni ci sono i Giochi di Parigi e da domani si deve lavorare per ricostruire un ambiente». Ma non sono state le parole del numero uno del Coni a far indispettire il Commissario tecnico del fioretto Andrea Cipressa, che ha risposto alle parole dell’ex schermitrice Elisa Di Francisca. La vincitrice dell’oro a Londra 2012 aveva giudicato come «non all’altezza» la compagna di nazionale ed ex amica Arianna Errigo, bronzo nel fioretto a squadre in Giappone, ma a secco di risultati individuali.


Lo scontro nella scherma azzurra dopo il flop a Tokyo

Lo sfogo di Cipressa delinea l’ambiente pesante che si respira nella selezione. «Non ho alcuna voglia di censurare le critiche che mi vengono mosse», ha detto il tecnico, «purché esse siano costruttive e non si limitino a una violenza verbale inaudita e insulti pesanti e gratuiti che scaturiscono da odi, antipatie personali e faide di fazioni opposte». Le parole di Cipressa si riferiscono al commento di Di Francisca che, dopo aver battuto proprio la Errigo nella finale del fioretto a Londra 2012, non rimase più in buoni rapporti con la compagna, oggi ex-amica come emerge anche dal libro che ha pubblicato, “Giù la maschera”. Secondo Cipressa, l’atteggiamento e le parole della ex-azzurra, che ha rinunciato a Tokyo per vivere a modo la sua seconda gravidanza, è un «voltafaccia disgustoso», come ha scritto l’allenatore su Facebook, di una persona che «sputa veleno nel piatto in cui ha mangiato».


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