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Molestie sessuali, le accuse e le testimonianze contro il governatore di New York Andrew Cuomo nelle carte dell’inchiesta

Nel documento pubblicato dal “New York Times” i procuratori distrettuali riportano anche le parole di alcune donne che sarebbero state abusate

Emergono nuovi elementi di accusa contro il governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo per le presunte molestie sessuali ai danni di 11 donne. Dopo la sentenza politica del presidente Joe Biden contro di lui, il governatore democratico è sempre più alle strette, pressato dalle richieste di dimissioni dal partito. Con il passare delle ore Cuomo vede la sua posizione sempre più compromessa, soprattutto dopo aver risposto in televisione alle dichiarazioni della procuratrice generale newyorchese Letitia James, che nel corso di una conferenza stampa ha spiegato come tra le vittime ci siano anche dipendenti ed ex dipendenti statali. E nelle ultime ore il quotidiano New York Times ha pubblicato il fascicolo con le carte dell’inchiesta che raccolgono le testimonianze e gli elementi di accusa che lo potrebbero portare a processo.


Le carte dell’inchiesta

Tra le dichiarazioni contenute nella sezione “ricerca dei fatti” del documento sono anche raccolte testimonianze delle donne che sarebbero state molestate da Cuomo, come Charlotte Bennett. «Durante la pandemia lui era solo e diceva di voler essere toccato», si legge nel testo dove sono descritte alcune ricostruzioni, come quando alla donna «veniva chiesto se fosse mai stata con un uomo più vecchio di lei», oppure come quando Cuomo avrebbe chiesto a Charlotte «perché fosse monogama» e «che si sarebbe fatto un tatuaggio con lei». Il comportamento di Cuomo aveva smosso anche l’apparato istituzionale dove lavorava. Pur non essendoci state segnalazioni formali all’Ufficio del governatore, nel fascicolo sono contenute evidenze sul fatto che al Campidoglio di Albany, sede del governatorato, si sapesse cosa accadeva. Stando alle ricostruzioni di alcuni addetti alla sicurezza, il personale della Camera esecutiva, infatti, aveva attuato una serie di regolamenti in base ai quali «le collaboratrici donna non dovevano essere lasciate sole col governatore». Gran parte delle condotte di Cuomo hanno avuto luogo tra il 2013 e il 2020, quando si verificarono episodi di palpeggiamento. Altri casi sono collocabili invece tra il 2017 e il 2020.


Nel caso di Anna Ruch, nel settembre del 2019, alla festa di matrimonio del governatore, tutto partì da una stretta di mano. Cuomo dopo averle stretto la mano «mosse rapidamente la sua mano sul suo sedere, inserendole la mano sulla pelle nuda attraverso un lato scoperto del vestito». La donna reagì afferrando il polso del governatore e andò subito a raccontare ai suoi amici presenti l’accaduto, ferita del gesto. Un altro caso simile a quello di Ruch è quello raccontato da Lindsay Boylan che, durante il suo incarico ad Albany, fu «toccata più volte su diverse parti del corpo» da Cuomo. Nel caso di Kaitlin, il cui cognome non compare nelle carte pubbliche, tutto iniziò durante una cena di beneficienza del 12 dicembre 2016. Cuomo scattò con lei delle foto quella sera, nove giorni dopo la donna fu chiamata per essere assunta come collaboratrice per 120mila dollari annui. Durante il primo anno il governatore l’aveva ammonita perché si era presentata a lavoro «come un boscaiolo» e che doveva essere sempre «truccata e ben vestita», come quando una volta, «in tacchi», Cuomo si mise a fissarla da dietro la scrivania dove la donna «cercava parti di auto su Ebay per lui”.

Cosa rischia Cuomo al momento

Tutto è iniziato con le affermazioni dei procuratori distrettuali di Manhattan e della contea di Westchester che, in due indagini separate, hanno rilevato elementi per procedere contro di lui. E in televisione, dopo gli ulteriori dettagli di James, Cuomo ha ripetuto quanto già dichiarato martedì scorso, durante il primo interrogatorio, dicendosi estraneo ai fatti. «Non ho mai toccato nessuno in maniera non appropriata» ha sostenuto Cuomo apparendo quasi in lacrime nel difendersi in diretta dalle accuse.

Al momento i legali del politico hanno fatto sapere che il documento è «inconsistente». Se davvero il governatore ha toccato il seno o il sedere potrebbe essere accusato di contatto forzato, mentre per i casi dove avrebbe avanzato abbracci e baci potrebbe essere accusato di abuso sessuale di terzo grado. Entrambi i capi di accusa in questione sono considerati dalla legge dello Stato come minori. A gravare su di lui, potrebbero esserci i tentativi di accelerare i termini di prescrizione durante la pandemia, il che darebbe agli investigatori più materiale su cui cercare ipotetiche condotte perseguibili.

In generale, secondo il sistema della giustizia americana, al momento Cuomo potrebbe essere ritenuto responsabile in sede civile statale per le condotte, mentre l’accusa penale è ancora difficile da dimostrare. Questo è dovuto al fatto che mancano ulteriori prove, un punto su cui ha fatto leva anche l’avvocatessa specializzata in casi del genere Karen Agnifilo. «Serve che qualcuno si faccia avanti, non è un’accusa insolita e tutto ciò che deve fare la vittima è denunciare», ha detto la legale dopo che anche il procuratore della contea di Albany David Soares ha incoraggiato chiunque sia coinvolto a farsi avanti, durante un’intervista alla Nbc.

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