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Come fa un esercente a verificare la validità del Green pass senza chiedere il documento? Così

Dopo il dietrofront del governo sui controlli dei documenti, l’app Verifica C19 è l’unica arma per distinguere un pass sanitario vero da uno falso. Il nodo dei dati però non è risolto

Prima controllori di pass sanitari e documenti assieme, ora scannerizzatori senza permesso di verifica sull’identità del soggetto in questione. Sono ore complicate per gli esercenti, proprietari di bar, ristoranti, cinema o piscine chiamati a gestire l’obbligo di Green pass per tutti i clienti. Il dietrofront del governo sul controllo dei documenti da parte dei gestori ha deciso di sciogliere uno dei nodi più intricati della questione privacy spezzando direttamente la corda: titolari e gestori non potranno e non dovranno chiedere alcun documento per verificare che il certificato appartenga davvero a chi lo sta esibendo. Un sospiro di sollievo per molti, una preoccupazione per altri. L’unica arma per difendersi, e solo in parte, da furbetti e aggiratori di regole, è Verifica C19: l’app sponsorizzata da Palazzo Chigi è stata pensata dal governo per gestire l’intero sistema di controlli all’ingresso non solo di locali e bar ma anche di eventi sportivi, palestre, sale giochi, parchi divertimento, cinema, sagre e congressi.


Come funziona

Come spiegato dall’account di Palazzo Chigi, l’app Verifica C19 è totalmente gratuita e funzionante anche senza rete Internet. Ogni esercente dovrà installarla sul proprio dispositivo mobile, telefono cellulare o tablet, e utilizzarla per i clienti che vorranno accedere alle aree al chiuso delle diverse attività. Dopo aver chiesto al cliente di esporre la propria Certificazione, questi i passaggi principali che ogni gestore dovrà seguire per l’utilizzo di Verifica C19:


  • Aprire l’app e premere il tasto “Avvia scansione
  • Inquadrare il codice Qr code (un codice a barre presente su ogni pass sanitario sia cartaceo che digitale) nello spazio apposito fornito dall’app
  • Attendere pochi secondi per l’esito di veridicità della Carta verde: alla comparsa della scritta “Certificato valido“, insieme a nome, cognome e data di nascita del soggetto, il controllo può ritenersi concluso
PALAZZO CHIGI|Slide di presentazione di App Verifica-19

Vero o falso

In caso di Green pass autentico, sulla schermata dell’app di controllo comparirà una scritta verde “lasciapassare” con i dati principali del soggetto a cui il pass è riferito. Se al contrario il certificato fornito dovesse risultare fals,o la segnalazione di “Certificato non valido” verrà immediatamente fatta dall’applicazione tramite una croce rossa. Il segnale di stop potrà apparire sulla schermata in caso di codice totalmente falso, o anche in caso di tempistiche scadute. Per la certificazione di tampone, Verifica C19 rifiuterà qualsiasi Green pass con test effettuato oltre le 48 ore dalla presentazione. Per il ciclo completo di vaccinazione invece, la certificazione risulterà non valida dopo i 270 giorni (9 mesi) dalla data dell’ultima somministrazione. Per chi aspetta la seconda dose, infine, il governo ha previsto apposita carta da presentare fino alla somministrazione successiva: la validità sarà di 42 giorni in caso di Pfizer e Moderna, e di  84 giorni per AstraZeneca. Insieme alla conferma della validità o meno del pass, l’app presenterà il nome e il cognome del soggetto insieme alla sua data di nascita. Per accertarsi che la persona all’ingresso del locale sia effettivamente la stessa citata sulla Carta verde, l’esercente non potrà far altro che ricorrere ad un pubblico ufficiale, l’unico autorizzato al controllo dei documenti. In alternativa dovrà fidarsi della garanzia di veridicità fornita da Verifica C19, abile a scovare i codici sanitari falsi ma non a fornire certezza sull’effettiva corrispondenza delle due identità, quella su “carta” e quella in presenza.

PALAZZO CHIGI|Slide di presentazione di App Verifica-19

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