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Sicurezza sul lavoro, decine di controlli nelle aziende tra Prato e Milano: «Il 100% è risultato irregolare»

Nel 2020 quasi l’80% delle aziende ispezionate in Italia ha presentato irregolarità: «Caporalato diffuso anche nella logistica e nell’edilizia»

Il 100% delle decine di aziende tra Prato e Milano ispezionate nell’ultima settimana dall’Ispettorato nazionale del lavoro è risultato «irregolare». A riferirlo è stato il nuovo direttore dell’Inl, il magistrato Bruno Giordano. Giordano ha evidenziato come il fenomeno sia «particolarmente diffuso nelle piccole e medie imprese che rappresentano quasi il 90% del tessuto produttivo italiano» e che le irregolarità e il lavoro nero, spesso, si celano «nelle zone a più alta attività del Centro e del  Nord e non nelle aree depresse del Sud». «Su scala nazione, nel 2020, il 79,3% delle aziende ispezionate dall’Ispettorato del lavoro aveva presentato delle irregolarità», ha osservato ancora il direttore dell’Inl. E per far fronte a questi illeciti, così come allo sfruttamento e al fenomeno del caporalato, Giordano ha comunicato che è già entrata in azione una specifica task force dell’Inl che, con la collaborazione del nucleo tutela del Lavoro dei carabinieri e dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), effettua quotidianamente decine di controlli al giorno su scala regionale.


Giordano ha poi sottolineato che «il fenomeno del caporalato non è esclusivamente legato alle attività agricole, ma è diffuso anche nei settori della logistica, dell’edilizia e nella gig economy». A ciò si aggiungono i drammatici dati sui morti sul lavoro in Italia: nel primo semestre del 2021, secondo i dati diffusi dall’inali, 538 persone hanno perso la vita mentre lavoravano. Giordano, per i prossimi mesi, conta di metter in atto «una strategia chirurgica nell’individuare le imprese da controllare, con più ispezioni e mirate», grazie anche a 2.000 nuovi ispettori che andranno a implementare l’attuale organico. Nella strategia del nuovo Capo dell’Ispettorato è presente anche «l’interoperabilità delle banche dati con gli altri enti di vigilanza, come l’Inps, l’Inail e anche le Asl e ad una nuova struttura ispettiva centralizzata e territoriale».


Orlando: «Massima priorità alla lotta al caporalato e agli infortuni sul lavoro»

E a margine della cerimonia d’insediamento del nuovo direttore dell’Inl, il ministro del lavoro Andrea Orlando ha sottolineato come sia divenuto ormai improrogabile il tempo di «agire» sulle irregolarità e gli illeciti, «anche perché – ha proseguito il ministro – il mondo del lavoro sta cambiando in fretta: basti a pensare al caporalato non più legato ai settori tradizionali, agricoltura e edilizia ma che è esploso anche nella logistica e tra i rider». «Il nostro lavoro è centrato su due pericoli diversi – ha proseguito il ministro del Lavoro -. Da un lato il lavoro nero che riguarda praticamente tutti i settori anche se la maggior parte delle violazioni sono nel manifatturiero, nell’alberghiero e nella ristorazione. E poi gli infortuni: il primo tra i settori e quello dell’edilizia. Il fenomeno riguarda soprattutto le piccole e medie imprese che sono quelle più suscettibili di distrazione dalle regole: orari, contratti, tutti fattori che spesso sono concause con gli infortuni».

«Il lavoro nero – ha sottolineato Orlando – è sempre insicuro, ma gli infortuni capitano anche dove c’è un lavoro regolare, come ad esempio negli ultimi casi di cronaca. In questi casi si è trattato di infortuni in luoghi regolari, ma dove si è verificata mancanza di formazione, o orari di lavoro lunghi, o un uso inadeguato di attrezzature e macchinari: lo spaccato italiano è questo». Su questi fronti, l’obiettivo dell’esecutivo è dunque quello di «scovare e cercare i settori e le aziende in cui questi fenomeni si verificano con maggiore frequenza e maggiore gravità. Per fare questo dovremo avere del personale preparato. Intendo avviare entro l’autunno la scuola di formazione per i nuovi ispettori».

Foto in copertina esemplificativa: ANSA / CLAUDIO PERI

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