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Sicurezza sul lavoro, decine di controlli nelle aziende tra Prato e Milano: «Il 100% è risultato irregolare»

11 Agosto 2021 - 19:51 Maria Pia Mazza
Una fase del test di creazione di mascherine in Alcantara. L'azienda, da sempre impegnata nel sociale,  in attesa dell'ok finale da parte dell'Istituto Superiore di Sanità per la messa in produzione. Alcantara, uno dei brand pi importanti del Made in Italy, con sede a Nera Montoro, frazione del comune di Narni (TR), ha riaperto dopo il lockdown imposto nelle misure previste dal Decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri per arginare la diffusione del Coronavirus, 15 aprile 2020. ANSA/CLAUDIO PERI

A phase of the Alcantara mask creation test. The company, which has always been involved in social work, is awaiting the final approval from the Istituto Superiore di Sanit for production. Alcantara, one of the most important Made in Italy brands, based in Nera Montoro, a hamlet of the municipality of Narni (TR), reopened after the lockdown imposed in the measures provided for by the Prime Minister's Decree to stem the spread of Coronavirus, 15 April 2020. ANSA / CLAUDIO PERI
Nel 2020 quasi l'80% delle aziende ispezionate in Italia ha presentato irregolarità: «Caporalato diffuso anche nella logistica e nell'edilizia»
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Il 100% delle decine di aziende tra Prato e Milano ispezionate nell’ultima settimana dall’Ispettorato nazionale del lavoro è risultato «irregolare». A riferirlo è stato il nuovo direttore dell’Inl, il magistrato Bruno Giordano. Giordano ha evidenziato come il fenomeno sia «particolarmente diffuso nelle piccole e medie imprese che rappresentano quasi il 90% del tessuto produttivo italiano» e che le irregolarità e il lavoro nero, spesso, si celano «nelle zone a più alta attività del Centro e del  Nord e non nelle aree depresse del Sud». «Su scala nazione, nel 2020, il 79,3% delle aziende ispezionate dall’Ispettorato del lavoro aveva presentato delle irregolarità», ha osservato ancora il direttore dell’Inl. E per far fronte a questi illeciti, così come allo sfruttamento e al fenomeno del caporalato, Giordano ha comunicato che è già entrata in azione una specifica task force dell’Inl che, con la collaborazione del nucleo tutela del Lavoro dei carabinieri e dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), effettua quotidianamente decine di controlli al giorno su scala regionale.

Giordano ha poi sottolineato che «il fenomeno del caporalato non è esclusivamente legato alle attività agricole, ma è diffuso anche nei settori della logistica, dell’edilizia e nella gig economy». A ciò si aggiungono i drammatici dati sui morti sul lavoro in Italia: nel primo semestre del 2021, secondo i dati diffusi dall’inali, 538 persone hanno perso la vita mentre lavoravano. Giordano, per i prossimi mesi, conta di metter in atto «una strategia chirurgica nell’individuare le imprese da controllare, con più ispezioni e mirate», grazie anche a 2.000 nuovi ispettori che andranno a implementare l’attuale organico. Nella strategia del nuovo Capo dell’Ispettorato è presente anche «l’interoperabilità delle banche dati con gli altri enti di vigilanza, come l’Inps, l’Inail e anche le Asl e ad una nuova struttura ispettiva centralizzata e territoriale».

Orlando: «Massima priorità alla lotta al caporalato e agli infortuni sul lavoro»

E a margine della cerimonia d’insediamento del nuovo direttore dell’Inl, il ministro del lavoro Andrea Orlando ha sottolineato come sia divenuto ormai improrogabile il tempo di «agire» sulle irregolarità e gli illeciti, «anche perché – ha proseguito il ministro – il mondo del lavoro sta cambiando in fretta: basti a pensare al caporalato non più legato ai settori tradizionali, agricoltura e edilizia ma che è esploso anche nella logistica e tra i rider». «Il nostro lavoro è centrato su due pericoli diversi – ha proseguito il ministro del Lavoro -. Da un lato il lavoro nero che riguarda praticamente tutti i settori anche se la maggior parte delle violazioni sono nel manifatturiero, nell’alberghiero e nella ristorazione. E poi gli infortuni: il primo tra i settori e quello dell’edilizia. Il fenomeno riguarda soprattutto le piccole e medie imprese che sono quelle più suscettibili di distrazione dalle regole: orari, contratti, tutti fattori che spesso sono concause con gli infortuni».

«Il lavoro nero – ha sottolineato Orlando – è sempre insicuro, ma gli infortuni capitano anche dove c’è un lavoro regolare, come ad esempio negli ultimi casi di cronaca. In questi casi si è trattato di infortuni in luoghi regolari, ma dove si è verificata mancanza di formazione, o orari di lavoro lunghi, o un uso inadeguato di attrezzature e macchinari: lo spaccato italiano è questo». Su questi fronti, l’obiettivo dell’esecutivo è dunque quello di «scovare e cercare i settori e le aziende in cui questi fenomeni si verificano con maggiore frequenza e maggiore gravità. Per fare questo dovremo avere del personale preparato. Intendo avviare entro l’autunno la scuola di formazione per i nuovi ispettori».

Foto in copertina esemplificativa: ANSA / CLAUDIO PERI

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