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Il padre di Britney Spears rinuncia alla tutela della figlia

Jamie Spears annuncia di voler lasciare la conservatorship dopo gli attacchi. Ma chiede al tribunale di nominare un altro tutore

Jamie Spears, padre di Britney Spears, ha annunciato di voler lasciare la tutela della figlia che mantiene dal 2008. La decisione di Jamie arriva dopo che la cantante aveva iniziato una battaglia legale per ottenere l’addio alla conservatorship da parte del genitore. A fine giugno aveva testimoniato per la prima volta in tribunale sull’accordo di tutela che dava il pieno controllo della vita e del patrimonio di Britney al padre. Oggi il signor Spears annuncia la sua decisione ma anche l’intenzione di accordarsi con il tribunale e con il nuovo avvocato della figlia per preparare una transizione e un nuovo tutore. Il legale della cantante, Mathew Rosengart, ha accolto con piacere l’annuncio: «Giustizia è fatta per Britney».


«Finché mio padre gestisce ciò che indosso, dico, faccio o penso non mi esibirò su nessun palco», aveva detto a luglio Britney Spears annunciando il suo ritiro (temporaneo) dalle scene. «Questa tutela ha ucciso i miei sogni» aveva sostenuto l’artista in un post su Instagram, spiegando ai suoi fan come l’unica cosa che ora le rimanesse era la speranza di essere finalmente ascoltata dai giudici. L’obiettivo di Spears era quello di mettere fine alla prigione psicologica e «abusante» a cui era a suo dire costretta ormai da 13 anni, ovvero da quando suo padre aveva presentato al tribunale una petizione per ottenere la tutela legale sulla figlia, dichiarandosi preoccupato per la sua salute mentale.


La storia era stata poi raccontata nel documentario Framing Britney Spears, prodotto dal New York Times, pieno di testimonianze sulla vicenda della tutela legale: dal 2008 Britney deve chiedere il permesso al padre anche per spese di pochi dollari. Sostiene di essere stata costretta a lavorare contro la propria volontà e che il padre abbia controllato anche gli aspetti più intimi della sua vita, come la scelta se avere un altro figlio (ne ha già due). Jamie Spears ha difeso nella documentazione inviata al tribunale il suo ruolo negli ultimi anni: «Se le persone fossero a conoscenza di tutti i fatti nella vita personale della signora Spears, non solo gli alti ma anche i bassi, di tutti i problemi di salute mentale e di dipendenza che l’hanno colpita, loderebbero il signor Spears per il lavoro che ha svolto, senza diffamarlo».

#freeBritney

Da anni i fan di Britney conducono una campagna sui social network con l’hashtag #freebritney per “liberare” la cantante dalla tutela. L’interprete di “Toxic” e “… Baby One More Time” ha chiesto quest’estate a un tribunale di Los Angeles di revocare la tutela, definendola «abusante». A fine giugno la cantante si era presentata in tribunale definendosi «traumatizzata» e «depressa». Per una ventina di minuti, parlando ininterrottamente, aveva sostenuto di aver dovuto assumere droghe per controllare il suo comportamento, di non essere stata autorizzata a prendere decisioni riguardanti le sue amicizie o le sue finanze, e di non aver potuto rimuovere la spirale quando voleva avere più figli.

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