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Le minacce dei No vax ai medici: «Chiedono le analisi gratis o l’esenzione dal vaccino»

I medici di base di alcune regioni italiane ricevono minacce da pazienti che vogliono farsi prescrivere esami gratuiti o avere il Green Pass

I medici di base della Lombardia, del Veneto e di altre regioni italiane stanno ricevendo minacce da pazienti che vogliono farsi prescrivere esami prima di ricevere il vaccino anti Covid-19. Oppure che vogliono l’esenzione dal preparato per avere il Green Pass. La denuncia arriva da Silvestro Scotti, segretario della Fimmg, uno dei sindacati dei medici di famiglia. Nei giorni scorsi Scotti ha ricevuto dai colleghi segnalazioni di richieste di esami da parte di pazienti dei medici di base con tanto di minaccia di denuncia in caso di minima reazione avversa al vaccino. Le richieste sono accompagnate da un lungo elenco di richieste di esami, con argomentazioni tipiche dei No vax.


Come l’emocromo, il test sierologico, l’approfondimento della funzionalità renale. E l’obiettivo, spiega oggi Repubblica, è quello di ottenere l’esenzione dalla vaccinazione. Che però è possibile soltanto in alcuni casi, ovvero quelli definiti da una circolare del ministero della Sanità: per esempio in caso di reazione allergica grave dopo la prima dose, sindrome di Guillain-Barré, miocardite/pericardite e gravidanza (pur non controindicata, il Ministero della salute dispone una certificazione di esenzione anche per questo caso «qualora, dopo valutazione medica, si decida di rimandare la vaccinazione»). Nel testo che gli assistiti inviano ai medici, spiega il quotidiano, si parla invece genericamente di rischio di «gravi reazioni allergiche e autoimmuni» e si inserisce pure la sindrome “Ade”, che provocherebbe danni anche gravi a chi ha già gli anticorpi e malgrado questo riceve una dose.


Secondo gli esperti questo problema con i vaccini che prevengono il coronavirus non esiste. E del resto vengono somministrati quotidianamente a migliaia di persone che hanno già avuto la malattia e per questo devono fare solo una iniezione. «Se noi firmiamo un certificato di questo tipo per una patologia o un fattore di rischio che non è stato indicato dal ministero facciamo un falso ideologico», spiega Scotti. Il quale indica che le maggiori pressioni arrivano, spiega Scotti, da «genitori di figli adolescenti, probabilmente appartenenti a quello zoccolo di cinquantenni non vaccinati di cui tanto si parla. Ma ci sono richieste anche dal personale scolastico. Spesso si tratta di persone confuse più che di no vax». E anche dai lavoratori della sanità che hanno l’obbligo.

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