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Cashback, il governo «regala» 900 milioni agli italiani ma i pagamenti digitali non aumentano

La misura voluta dall’esecutivo Conte non ha centrato il suo obiettivo. Quasi un miliardo è stato speso per un’iniziativa che non ha aiutato le famiglie meno abbienti e non ha combattuto l’evasione fiscale

Sono giorni in cui gli utenti che hanno aderito al Cashback stanno ricevendo i pagamenti: la maggior parte ha già ricevuto il rimborso, fino a un massimo di 150 euro, ovvero il 10 per cento delle spese sostenuto in sei mesi. Già dopo la metà di agosto erano partiti i due terzi dei bonifici con 3,8 milioni di pagamenti effettuati per un totale di 569 milioni. Anche tra noi di Open, che abbiamo testato il Cashback fin dal primo momento, c’è chi ha ricevuto ieri, 23 agosto, il rimborso di 150 euro, avendo speso il massimo consentito dalla legge, ovvero 1.500 euro in sei mesi. Il governo Draghi – nonostante il Cashback sia un’iniziativa fortemente voluta dal precedente esecutivo – in questi giorni sta elargendo la bellezza di 893 milioni di euro a favore di 6 milioni di persone, secondo i dati forniti da Il Mattino.


Perché il Cashback non ha funzionato

Quasi un miliardo di euro che, secondo i detrattori del Cashback, poteva essere speso diversamente. Un’iniziativa nata nel pieno della pandemia del Coronavirus e che allo Stato è costata tantissimo soprattutto a fronte dei fallimentari risultati. Il rischio, infatti, è che questi soldi siano finiti in tanti casi nelle mani delle classi più abbienti, delle famiglie benestanti, specialmente al Nord e nelle grandi città, quelli che insomma usavano già da prima le carte di credito o i bancomat per qualsiasi tipo di pagamento. Draghi ha stoppato il Cashback, almeno per questi sei mesi. Dal 2022 chissà. Il risultato, dunque, non è quello sperato: la moneta elettronica non decolla e i contanti restano dominanti.


Ancora fermi i pagamenti del Super Cashback

Entro fine mese tutti gli utenti riceveranno il tanto atteso rimborso fino a un massimo di 150 euro (ovvero il 10 per cento delle spese sostenute da gennaio a giugno, quando è scaduta l’iniziativa). Il governo ha rispettato le promesse e le scadenze annunciate. Devono attendere ancora un altro po’ – ma era tutto previsto – gli utenti che sono riusciti ad aggiudicarsi il Super Cashback, ovvero il premio da 1.500 euro. Riceveranno il rimborso entro novembre. Si tratta dei 100mila utenti che hanno fatto più acquisti nei primi sei mesi del Cashback: per classificarsi servivano almeno 787 strisciate. Certo, c’è anche chi ha effettuato micro pagamenti presso i rifornimenti di benzina o andando più volte al supermercato ogni giorno. Un modo per “drogare” la classifica, scalarla e vincere quei 1.500 euro con cui, magari, farsi le vacanze. Ma il governo non è stato a guardare: ha dato caccia ai furbetti e le transazioni sospette sono state annullate.

Foto in copertina: ANSA/ETTORE FERRARI

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