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Afghanistan, Blinken: «Le evacuazioni continueranno anche dopo il 31 agosto». L’allarme degli 007: «Attacco imminente dell’Isis»

Secondo l’amministrazione Biden, sono ancora 1.500 gli americani rimasti in Afghanistan

Sono almeno 82.300, secondo la Bbc, le persone evacuate finora dall’Afghanistan da Usa, Regno Unito e altri Paesi dopo la presa di Kabul da parte dei talebani. Le persone considerate più a rischio – stranieri esclusi – sono tuttavia stimate in circa 300 mila solo contando gli ex collaboratori afgani della missione Nato. Mancano solo sei giorni alla scadenza del ritiro definitivo delle truppe Usa dal Paese. E ieri il presidente Joe Biden, durante il G7, ha confermato che Washington si prepara a completare l’evacuazione entro il 31 agosto. All’aeroporto di Kabul, intanto, resta elevatissima l’allerta per possibili attacchi terroristici.


Portavoce talebani: «Donne potranno uscire senza un accompagnatore»

Il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha dichiarato che gli Stati Uniti «non dovrebbero interferire con il nostro paese sottraendoci risorse umane». In un’intervista al New York Times, Mujahid ha parlato di “«medici, professori e altre persone di cui abbiamo bisogno qui», le quali «potrebbero diventare lavapiatti o cuochi. È disumano». Mujahid, interpellato sul futuro stato talebano, ha poi confermato che nei luoghi pubblici la musica sarà bandita e che le donne potranno andare a lavoro, a scuola, in ospedale e altrove senza dover essere accompagnate da un tutore di sesso maschile.


Blinken: «Dai talebani impegno per la partenza di americani e afgani anche dopo il 31 agosto»

Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha confermato quanto anticipato da Berlino: i talebani lasceranno partire i cittadini americani e afgani anche dopo il 31 agosto. Il Dipartimento di stato, ha aggiunto quindi Blinken, «farà di tutto in termini di diplomazia e assistenza finanziaria ed utilizzerà ogni suo mezzo a disposizione per portare fuori dall’Afghanistan i rifugiati anche dopo il 31 agosto». Secondo l’amministrazione Biden, sono ancora 1.500 gli americani rimasti in Afghanistan. In totale, sono 4.500 gli americani già evacuati.

L’allarme degli 007

C’è un alto e «specifico» rischio di attacchi imminenti dell’Isis contro le operazioni di evacuazione all’aeroporto di Kabul condotte dagli occidentali. Lo riferiscono le intelligence di Usa, Gb e Germania citate dai media internazionali. Nella regione, l’Isis ha attiva la costola denominata Isis-K, ovvero “Provincia del Khorasan” (l’antico nome persiano del territorio che abbracciava alcuni stati dell’Asia centrale, tra cui anche parte dell’Afghanistan). La costola dello Stato Islamico era nata anni fa in competizione con l’estensione asiatica di al Qaeda. Ora si temono in particolare attacchi suicidi contro militari e civili ancora imbrigliati nella ressa all’aeroporto. «C’è un afflusso di potenziali kamikaze in città», avvertono gli 007.

Secondo una fonte dell’antiterrorismo che opera nella regione alcune centinaia di membri dell’Isis-K potrebbero essere scappate dalle prigioni di Bagram e Pul-e-Charkhi, entrambe a est di Kabul dopo che queste sono cadute nelle mani dei talebani poco prima che entrassero nella capitale afgana. Secondo un dirigente del precedente governo afgano c’erano circa 5.000 detenuti nella base di Bagram quando gli Usa l’hanno lasciata in luglio, compresi membri dei talebani, di Al-Qaida e dell’Isis, insieme a criminali comuni. Dirigenti dell’intelligence Usa avevano riferito precedentemente, sempre alla Cnn, che i membri dell’Isis-K includono «un piccolo numero di veterani jihadisti dalla Siria e altri foreign fighters», aggiungendo che gli Stati Uniti hanno identificato da 10 a 15 dei loro massimi dirigenti operativi in Afghanistan.

Berlino: «I talebani lasceranno partire i civili afgani anche dopo il 31 agosto»

L’ambasciatore tedesco Markus Potzel, che sta trattando per l’evacuazione dei civili da Kabul, ha detto che i talebani hanno accettato che gli afgani possano lasciare il Paese ancora dopo il 31 agosto, data del ritiro delle truppe occidentali. Ieri i talebani avevano detto che non avrebbero più consentito l’accesso dei civili afgani all’aeroporto di Kabul. Intanto, i talebani hanno chiesto assistenza tecnica alla Turchia per gestire l’aeroporto di Kabul, insistendo però sul fatto che anche le truppe di Ankara – come tutte le altre forze straniere – debbano lasciare l’Afghanistan.

Merkel: «Il dialogo con i talebani deve continuare»

Angela Merkel, parlando al Bundestag della situazione in Afghanistan, ha detto: «Il dialogo con i talebani deve continuare» per salvaguardare le conquiste degli afgani. «Continueremo la missione di evacuazione il più a lungo possibile», in modo che gli afgani che hanno aiutato i tedeschi sul posto «possano lasciare il paese». Merkel ha anche ricordato di aver incontrato Vladimir Putin, e ha sottolineato che anche con Mosca «il dialogo va portato avanti».

Il 60% degli sfollati sono bambini

Secondo i dati diffusi dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari in Afghanistan, riporta la Bbc, quasi il 60% degli afgani che sono stati costretti a lasciare le proprie case quest’anno sono bambini: nel Paese dall’inizio di maggio più di 400 mila persone sono state registrate come nuovi sfollati a causa dell’intensificarsi dei combattimenti in tutto il Paese. In totale quest’anno sono stati sfollati quasi 550 mila afgani.

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In Olanda proteste fuori da un centro di accoglienza

Fuori da un centro di accoglienza per rifugiati in Olanda è esplosa la protesta. Stando ai media locali la polizia è dovuta intervenire martedì notte per disperdere circa 250 manifestanti che si erano radunati per impedire l’accesso di alcuni rifugiati afgani ad un centro d’accoglienza situato in un campo militare ad Harskamp, un villaggio a est di Utrecht. Nel centro di accoglienza, in cui gli arrivi sono iniziati ieri sera, sono attesi circa 800 rifugiati provenienti dall’Afghanistan. Il campo militare è uno dei quattro centri di ricezione d’emergenza creati dal governo olandese.

L’ambasciatore cinese ha incontrato una delegazione talebana a Kabul

Ieri, una delegazione talebana e l’ambasciatore cinese in Afghanistan Wang Yu si sono incontrati Kabul, secondo quanto riportato dal Quotidiano del Popolo. «La Cina ha mantenuto una comunicazione e una consultazione fluida ed efficace con i talebani» e Kabul è «naturalmente una importante piattaforma e canale per le due parti al fine di discutere questioni importanti», ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, nel briefing quotidiano. Sui temi trattati a Kabul, i media hanno riferito di un focus su situazione in Afghanistan, sicurezza di ambasciata e diplomatici cinesi, relazioni bilaterali e aiuti umanitari.

«Rispettiamo sempre la sovranità e l’integrità territoriale e sosteniamo il principio di non interferire negli affari interni e di attenerci a politiche amichevoli per tutti gli afgani», ha detto Wang, per il quale «la Cina rispetta gli afgani affinché decidano il proprio futuro e sostiene l’attuazione del principio ‘della guida afgana e della proprietà afgana». Mentre il presidente cinese Xi Jinping, riportano i media ufficiali di Pechino, ha avuto un colloquio telefonico con Vladimir Putin dedicata «alla situazione venutasi a creare in Afghanistan».

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