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Gli allarmi prima dell’attacco. Il Regno Unito: «L’attacco dell’Isis all’aeroporto è una minaccia imminente»

Il rischio era già stato annunciato dai servizi segreti degli Stati Uniti e oggi da quelli britannici

Gli avvertimenti erano arrivati nelle ultime 48 ore. Diversi 007 occidentali avevano lanciato l’allarme su possibili attacchi terroristici all’aeroporto di Kabul da parte di Isis-K, una costola dello Stato Islamico che opera nella provincia afgana del Khorasan. Oggi, verso le 16.30 italiane, due bombe, a pochi minuti di distanza l’una dall’altra, sono esplose fuori dallo scalo della capitale.


La struttura è presidiata da oltre 8 mila soldati dell’esercito degli Stati Uniti. Secondo quanto aveva anticipato ieri il Pentagono, l’Isis si stava preparando per un attacco in cui sarebbero stati coinvolti 10 attentatori suicidi e diversi razzi. A spiegarlo ai media erano stati anche i diplomatici John Kirby e William Taylor: «Sappiamo che c’è una minaccia dell’Isis». Nelle ultime ore anche il governo del Regno Unito aveva piegato che la minaccia di un attentato dell’Isis era «molto grave e imminente».


L’Isis e i talebani non sono alleati. Da anni si combattono per il loro controllo dei territori tra Afgnanistan e Pakistan. Un attentato dell’Isis all’aeroporto di Kabul era considerato un obiettivo strategico per colpire sia i talebani che gli Stati Uniti, ancora schierati con migliaia di militari. Secondo la Cnn il rischio di un attacco era diventato ancora più concreto dopo che oltre 100 detenuti legati all’Isis erano fuggiti da due prigioni vicino a Kabul mentre i talebani avanzavano per conquistare la capitale. Le due carceri che hanno visto scappare i loro detenuti erano quelle di Bagram e di Pul-e-Charki.

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