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Turismo e pochi vaccini tra gli over 50: perché la Sicilia è la prima regione a tornare in zona gialla

L’isola supera tutti e tre i parametri che sanciscono l’addio alla zona bianca

La Sicilia è la prima regione italiana a passare in zona gialla dopo la tregua bianca dell’alta stagione estiva. Si tratta della regione con la percentuale maggiore di persone over 50 non vaccinate. A questo si aggiungono i flussi di viaggiatori arrivati nella regione. Già da inizio agosto, con una quota di popolazione notevolmente aumentata sull’isola per l’arrivo dei turisti, i contagi da Covid avevano iniziato a crescere più che nelle altre regioni italiane. Dal 3 agosto i nuovi casi giornalieri non sono mai scesi sotto quota 789. Nessun’altra zona di Italia, poi, ha un numero così alto di persone con un’infezione in corso – 25.506 -, e lo stesso vale per i ricoverati nei reparti Covid ordinari – 751 – e nelle terapie intensive – 102 -.


Le province più colpite

Nella settimana che va dal 18 al 24 agosto, sono stati individuati 512 casi positivi ogni 100mila abitanti, un aumento del 33,6% rispetto ai sette giorni precedenti. Le tre province italiane con l’incidenza dei contagi più alta nell’ultima settimana sono tutte siciliane: Caltanisetta (318), Ragusa (281) ed Enna (268). Il record negativo delle province con più nuovi casi per 100mila abitanti è interrotto soltanto dalla provincia sarda di Cagliari (239), salvo poi tornare a essere conteso dalle province siciliane di Siracusa (234), Trapani (195), Messina (185) e Catania (180). Con i 163 contagi ogni 100mila abitanti del Palermitano, la Sicilia conta otto province tra le dieci con l’incidenza più alta dell’ultima settimana.


Sono ormai settimane che si parla di passaggio della regione dalla fascia di rischio bianca a quella gialla. Per qualche decimale, nell’aggiornamento settimanale della cabina di regia, la Sicilia si è salvata: venerdì 20 agosto le autorità avevano segnalato un tasso di occupazione dei letti in terapia intensiva pari al 9,2%, con la soglia di salvaguardia fissata al 10%. Le altre due condizioni che comportano il passaggio – incidenza settimanale del contagio superiore a 50 ogni 100mila abitanti e reparti ordinari saturati oltre il 15% da pazienti Covid – erano state già oltrepassate dalla settimana precedente. La cabina di regia sancirà il passaggio definitivo: Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ha indicato che il tasso di saturazione delle terapie intensive siciliane è arrivato all’11%, si aspetta l’aggiornamento – più lento – del dato da parte dell’Istituto superiore di sanità. In bilico anche la Sardegna.

Lo scarso successo della campagna vaccinale

Tra le cause del trend delle ospedalizzazioni, più alto rispetto alle altre regioni italiane, c’è lo scarso successo della campagna vaccinale siciliana. Sull’isola, il 19,6% degli over 50 non ha ricevuto nemmeno una dose del farmaco biologico contro il Coronavirus. Anche la categoria 40-49 anni risulta essere meno vaccinata rispetto alla media nazionale: in questa fascia di età, solo il 57,49% della popolazione ha completato il ciclo vaccinale, a fronte del 63,81% nazionale. L’unica categoria di persone vaccinate i cui dati superano quelli della media nazionale è la fascia di età compresa tra i 12 e i 19 anni: il 29,47% con ciclo completo in Sicilia, contro il 29,42% a livello nazionale.

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