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L’intervista della Cnn al leader dell’Isis-K: «Dichiareremo guerra a chi non condivide il nostro credo, anche ai talebani»

«Quando gli stranieri lasceranno l’Afghanistan, potremo riprendere le nostre operazioni», ha dichiarato il comandante dello Stato islamico della provincia del Khorasan alla tv americana

Due settimane prima dell’attentato che giovedì ha colpito l’aeroporto di Kabul, e in cui sono morte almeno 170 persone, uno dei leader di Isis-K o ISKP (lo Stato Islamico della provincia del Khorasan) ha rilasciato un’intervista alla Cnn in cui annunciava che il gruppo stava aspettando il momento giusto per colpire. Nell’intervista, andata in onda per la prima volta venerdì, il leader del gruppo jihadista ha detto che l’ISKP stava reclutando nuovi membri e che stava aspettando che gli Stati Uniti e le altre forze militari straniere lasciassero il paese prima di iniziare a espandersi ulteriormente. «Quando gli stranieri lasceranno l’Afghanistan, potremo riprendere le nostre operazioni», ha detto il comandante la cui identità è stata nascosta. «Stavamo operando nelle file dei talebani. Tuttavia, queste persone non erano allineate con noi in termini di fede, quindi ci siamo uniti all’ISIS», ha chiarito il comandante alla reporter della Cnn. «Se qualcuno è d’accordo con noi sulla nostra visione della Sharia allora è nostro fratello. Altrimenti gli dichiariamo guerra, che siano i talebani o chiunque altro». L’intervista, che si è svolta in un hotel di Kabul, dimostra come il comandante dell’Isis-K sia riuscito a superare indisturbato diversi posti di blocco e a camminare liberamente per le strade della capitale. Una testimonianza che è stata diffusa proprio mentre il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha chiesto nuovamente agli americani di lasciare immediatamente l’aeroporto di Kabul citando il rischio nuovi attacchi si verifichino nelle prossime 24-36 ore.


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