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I sospetti dietro l’incendio di Milano, il palazzo brucia ancora: i dubbi sui materiali della facciata – Il video

Ad accorgersene è stato un ragazzo che ha iniziato a correre per le scale, bussare alle porte e consentire a gran parte degli inquilini di scappare. Dopo pochi minuti il disastro con il palazzo che si è trasformato in una torcia

L’incendio del palazzo di 18 piani, nella zona sud di Milano, rimane ancora «in fase di spegnimento», secondo i vigili del fuoco. Ieri le fiamme lo hanno letteralmente divorato. Il sindaco del capoluogo lombardo Giuseppe Sala ha escluso che ci siano vittime ma adesso la magistratura dovrà capire quali siano state le cause dell’incendio e soprattutto accertare eventuali responsabilità. Come ricostruito dal Corriere della Sera, le fiamme sono partite da un appartamento al quindicesimo piano. Il primo a dare l’allarme è stato un ragazzo che abita di fianco e che ha sentito odore di bruciato. Ha iniziato a correre per le scale, a bussare alle porte e, dunque, a far fuggire i primi inquilini. Il rogo, all’inizio, non era così preoccupante, si trattava solo di un puntino rosso. Poi, in pochi minuti, le fiamme hanno avvolto tutta la facciata, che si è trasformata in una torcia, con tanto di detriti incandescenti finiti in strada. Si è evitata la tragedia solo perché i residenti sono riusciti a scappare subito e grazie ai soccorsi arrivati tempestivamente. Al momento, infatti, non risultano né vittime né feriti: nessuno ha fatto ricorso alle cure ospedaliere. Tutti salvi i 30 inquilini (su 70) presenti al momento dell’incendio.


Il sospetto dell’esperto sui materiali della facciata

Tra gli abitanti del palazzo andato in fiamme c’è anche il cantante Mahmood. Gli sfollati, adesso, sono stati accolti nelle case di parenti e amici, altri invece sono stati sistemati in hotel, così come predisposto dal comune di Milano per dare un tetto a chi, all’improvviso, si è trovato senza casa. Per fortuna – ripetono in molti – che le fiamme si siano propagate di giorno, e non di notte, altrimenti l’epilogo sarebbe potuto essere diverso. Intanto il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, arrivata sul posto insieme al pm Pasquale Adesso, ha aperto un fascicolo per disastro colposo. Bisognerà capire quali siano state le cause dell’incendio e soprattutto come mai il fuoco si sia propagato così rapidamente. Il materiale di rivestimento della torre ha trasformato il palazzo di 18 piani in una torcia. Quali materiali sono stati usati? Quali sono state le tecniche per l’esecuzione dei lavori? Era tutto a norma? Al Corriere della Sera, il professor Angelo Lucchini, docente di Architettura al Politecnico di Milano ed esperto di edifici alti e di questioni legati alla sicurezza, sospetta che il rivestimento della facciata forse «non era appropriato» visto che sarebbe stato realizzato con «materiale combustibile», sconsigliato dai regolamenti che però non prevedono un obbligo per l’uso di materiali ignifughi. Si è evitato il peggio solo perché il sistema di sicurezza interno «ha funzionato» benissimo. Infine, si ipotizza che tutto sia partito da un corto circuito in un appartamento.

Foto in copertina: VIGILI DEL FUOCO

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