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La caccia a medici e politici dei No vax su Telegram: «Ecco gli indirizzi e i numeri di telefono»

Il gruppo “Basta dittatura” invita a pubblicare i contatti di medici, giornalisti e politici ritenuti “criminali”. Domani l’annunciato blocco dei treni

Su Telegram c’è chi invita a pubblicare numeri di telefono e indirizzi “di casa” di politici, medici e giornalisti ritenuti responsabili della “dittatura sanitaria”. E c’è chi li pubblica, oppure manda messaggi a medici come Matteo Bassetti – ieri inseguito davanti casa – o virologi come Fabrizio Pregliasco. Il canale Telegram “Basta dittatura” è lo stesso che qualche giorno fa incitava a bloccare i treni dal primo settembre. Da ieri nello status “Preparazione indirizzi case m**** criminali” incita a scrivere nei commenti indirizzi delle case e numeri di telefono di «tutti i ministri, tutti i capi di partito, cosiddetti virologi criminali, tutti i presidenti di regione, il c******* figliuolo, leccaculi manipolatori più criminali».


E dall’altra parte c’è chi pubblica nomi, indirizzi, numeri di telefono e anche messaggi Whatsapp inviati. Vantandosi di aver chiamato per molestare il professor Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’IRCSS Galeazzi di Milano o Matteo Bassetti dell’ospedale San Martino di Genova. O pubblicando indirizzi di politici ritenuti pericolosi o a favore della “dittatura sanitaria”. Non solo. Nello stesso gruppo c’è chi pubblica messaggi in cui dice a un utente identificato come Bassetti di vergognarsi e che non appartiene al genere umano. La risposta: «Il suo numero è stato segnalato alla Digos e lei sarà denunciata». E un altro risponde: «Ho scritto in messaggio a Bassetti su WhatsApp e mi ha detto che sono stato segnalato anch’io alla Digos.. senza motivo poiché non gli ho scritto niente di male».


Poi c’è chi si vanta anche di altro: «Ho appena chiamato pregliasco ahahha pazzesco, gli ho detto che la gente è stufa e manca poco. Stop. Il numero funziona». Il gestore del gruppo allora lo incita a inviare una registrazione della telefonata. E l’altro controreplica: «Non ho registrato ma vi assicuro che mi ha risposto un uomo. E la foto whatsapp è pregliasco. Sembrava turbato. Mi dispiace non posso fornire prove.. provate con l’anonimo. So che magari molti di noi premono dal divorarlo di parole e minacce ma siate prudenti coi vostri device anche se in anonimo». Ma c’è anche chi ha altre proposte sul da farsi: «Con i numeri di cellulari di sti fenomeni, iscriversi a siti per scambi etero ed omosessuali così vengono inondati di messaggi».

La chat “Basta dittatura”

La Stampa racconta che il ministero dell’Interno è ben consapevole di chi ci sia dietro a No vax e No Green Pass: «È un movimento assolutamente fluido – spiegano al Viminale – dove confluiscono diverse anime. Ci sono quelli arrabbiati per i guai economici dovuti alla pandemia. Ci sono quelli che ne fanno una questione di libertà, un assoluto che secondo loro viene su tutto e su tutti, reagiscono male a ogni tipo di prescrizione e non si rendono nemmeno conto che esiste un confine tra il lecito e l’illecito. Poi ci sono quelli terrorizzati in buona fede dal vaccino. Arrivando a quelli che sono convinti che gli verrà inoculato un microchip. E infine c’è l’ultradestra che cerca spazio». I responsabili dell’ordine pubblico hanno promesso una stretta sulle manifestazioni dopo mesi di approdi in piazza senza permessi tollerati dalle forze dell’ordine.

Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese riunirà nei prossimi giorni il Centro di Coordinamento per le attività di monitoraggio sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti. «Attenzione però – dicono ancora al quotidiano le stesse fonti del Viminale – a non confondere i proclami sanguinari che girano sul web con la realtà. Abbiamo già visto in passato come, a fronte di parole incendiarie, tutto sia stato molto più soft». Domani dall’annunciato blocco dei treni potrebbe accendersi la scintilla di una protesta molto più grande. E pericolosa. Dal ministero fanno sapere che arriveranno anche grandi schieramenti di polizia per prevenire o per fermare.

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