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Lazio, il caso dei droni per controllare la temperatura dei bagnanti sulle spiagge di Ostia: la Regione ora frena

Il progetto della Asl annunciato e poi rimandato per il maltempo. Ma ci sono problemi di privacy da risolvere. E la Regione si dissocia

Droni che sorvolano le spiagge di Ostia per controllare se i bagnanti hanno la febbre. Il progetto della Regione Lazio doveva partire il 4 e il 5 settembre ma a quanto pare è stato rimandato «a causa delle cattive condizioni meteorologiche previste per il fine settimana». E forse anche perché nel frattempo il piano è finito sulla graticola dell’opposizione, con Giorgia Meloni che su Facebook si è chiesta se non pare «un metodo da Corea del Nord». La Asl Roma 3 aveva invece spiegato che «il drone viaggerà a un’altezza non inferiore a 25 metri dal livello dell’acqua e a una distanza non inferiore a 30 metri dalle persone. Il controllo delle temperature avverrà in modo automatico da parte del dispositivo Ostia sulla spiaggia».


I droni per controllare la febbre sulle spiagge di Ostia

Repubblica Roma spiega che il drone sorvolerà qualche chilometro tra gli stabilimenti Coconait e Plinius, rilevando la temperatura corporea dei bagnanti con una telecamera termica a circuito chiuso. In caso di alterazioni sensibili rispetto alla normale temperatura, il drone avviserà il personale del lido per sollecitare un intervento nell’area sensibile della spiaggia e invitando i bagnanti a sottoporsi a un tampone. Il drone può anche monitorare chi nuota in mare o diffondere messaggi invitando al rispetto del distanziamento sociale anche in spiaggia. E può avvicinarsi alle persone e comunicare con il personale degli stabilimenti e il 118. «Si tratta di una forma di assistenza sanitaria innovativa e integrata – spiega al quotidiano Giulio Maria Ricciuto, primario di pronto soccorso del Grassi – che permette a un operatore sanitario unico, da remoto, di rilevare malori e indirizzare il bagnino laddove c’è una criticità, in modo da dare una prima assistenza rapida, immediata e contemporaneamente una prima forma di triage».


Ma ci sono anche questioni di privacy sul tavolo. Fino a ieri l’Autorità garante non aveva ricevuto richieste di pareri, ma non esclude un intervento d’ufficio: «È un caso limite – spiega un esperto di privacy – dove non sembra esserci base giuridica visto che c’è un trattamento di dati personali anche invasivo, perché i bagnanti non vengono informati». Non si tratta comunque di una procedura inedita: basta ricordare i termoscanner a distanza di aeroporti e stazioni e quei droni della polizia locale che durante il lockdown del 2020 volarono su Roma e altre città, autorizzati da governo ed Enac, per vigilare su uscite immotivate e assembramenti. Intanto proprio stamattina dall’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato arriva una mezza smentita: «Su Ostia non ci sarà alcun volo di drone, è un’iniziativa autonoma della Asl Roma 3 che non rientra nella programmazione dell’Unità di Crisi Covid-19. Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha chiesto una relazione al Direttore Generale della Asl».

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