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Morgan e l’incendio a Milano: «Vorrei rientrare a casa per ospitare gli sfollati»

Il cantautore racconta il suo dramma: «Non posso più esercitarmi e studiare musica. Se mi fanno rientrare aprirò le porte a chi ha perso la casa»

Marco Castoldi in arte Morgan abita in un complesso che si trova accanto al grande palazzo che ha preso fuoco in via Antonini a Milano nei giorni scorsi. È stato ritratto in un video mentre scappava domenica scorsa mentre l’incendio scoppiava al 15esimo piano della Torre dei Moro. Oggi non può più rientrare in casa per il rischio crolli e al Corriere della Sera racconta come si sta arrangiando: «Sono ospite di una persona meravigliosa, il pittore e scultore Robert Gligorov, sempre a Milano. Con me ho soltanto qualche vestito e una chitarra». Stasera terrà un concerto al Comfort Festival di Ferrara: «Ho chiesto e ottenuto che se qualcuna di quelle famiglie che sono rimaste fuori casa avesse voglia di venire potrà farlo senza pagare il biglietto (chi volesse partecipare dovrà mandare una email alla BarleyArts)».


«A me basterebbe tornarci un paio d’ore al giorno per lavorare. Per andare a riprendermi la mia musica»

«Io sono un polistrumentista e ogni giorno mi alleno al pianoforte, al basso, al clavicembalo, alle percussioni. Non ho niente con me, per non parlare degli appunti, degli spartiti, delle parole. Però poi penso a quelle povere famiglie del palazzo incendiato, quelle persone che hanno davvero perduto tutto e allora mi passa. Naturalmente», dice. Poi la promessa: «Se il Comune lo consentirà e se sarà possibile tornare a stare nella mia casa, io la aprirò e ospiterò temporaneamente una o due di quelle famiglie che hanno perso l’appartamento. Il mio vuole essere sì, un gesto di solidarietà, ma anche un gesto rivolto a chi deve vigilare sulla loro situazione: queste persone non vanno lasciate sole». E un appello: «A me basterebbe tornarci un paio d’ore al giorno per lavorare. Per andare a riprendermi la mia musica».


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