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La zia di Eitan al tribunale di Tel Aviv: presentata l’istanza per riportarlo in Italia. Lo zio: «Serve una soluzione politica»

Tocca ora alla giustizia Israeliana provare a sbloccare la vicenda del piccolo sopravvissuto alla strage del Mottarone

La zia paterna di Eitan, Aya Biran, ha presentato la richiesta al tribunale di Tel Aviv di far rientrare il bambino in Italia sulla base della Convenzione dell’Aja. L’istanza è partita dalla tutrice legale del bambino unico sopravvissuto alla strage del Mottarone e confermata anche dallo zio Or Nirko. La richiesta è stata avanzata in base all’art. 29 della Convenzione dell’Aja, che consente al titolare del diritto di affido di: «rivolgersi direttamente al competente tribunale per chiedere il rientro del minore sottratto, anche senza l’intermediazione delle autorità centrali». Autorità che stanno comunque seguendo il caso, a cominciare dal governo israeliano che ha dato incarico a un team di avvocati di seguire la vicenda. In un primo documento prodotto dai legali israeliani è già presente una prima indicazione, cioè quella di riconsegnare il bambino ai tutori legali in Italia. Il nonno materno, indagato a Pavia per il rapimento di venerdì scorso, avrebbe violato la Convenzione dell’Aja sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori. Sul caso si è espresso anche il ministero degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, che si è detto pronto a intervenire dopo gli accertamenti in corso della Fernesina. Interventi che lo zio Or Nirko si augura arrivino presto, sperando in una «soluzione politica» che risolva la vicenda in modo più rapido rispetto ai tempi necessari per l’iter giudiziario: «Eitan è stato tolto brutalmente alle persone più vicine che aveva – ha detto Nirko – mia moglie doveva lasciate i suoi occhiali e un oggetto vicino a lui quando si allontanava per dimostrarle il suo affetto e che sarebbe tornata».


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