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Il portavoce dei talebani ci riprova: «Le donne torneranno a scuola. Lo stop ora è per proteggerle» – Il video

In conferenza stampa e nelle interviste alle testate estere, Mujahid ribadisce l’intenzione di estendere i diritti alle afghane, ma dice all’Europa: «Capisco che per voi i vostri valori siano importanti. Ma dovete rispettare i nostri»

Zabihullah Mujahid è il volto pubblico del nuovo Emirato islamico insediatosi in Afghanistan. Lui è stato il primo a mostrarsi alla stampa internazionale dopo la presa di Kabul, lo scorso agosto, lui continua a costruire la narrazione di un Paese che, seppur controllato dai talebani, non tornerà a essere quello di 20 anni fa. «Impossibile – sottolinea al Corriere -. Ci sono differenze enormi con il periodo del primo Emirato talebano. Allora la società era molto più semplice. In questi ultimi 20 anni le donne hanno studiato, sono diventate attive, consapevoli. Per forza le cose saranno diverse. Qui a Kabul c’è chi gira con la barba e chi si rasa, chi indossa i pantaloni e chi i vestiti tradizionali. Anche i rivoluzionari più entusiasti dovranno adattarsi a questa situazione». Tuttavia, le studentesse non sono ancora potute tornare a scuola – a differenza dei colleghi -, e alla maggior parte delle donne è stato impedito di andare al lavoro.


«Le donne sono importanti»

«Non possiamo ignorare che le donne sono una componente importante della nostra società – afferma Mujahid -. Sosteniamo che devono poter studiare e lavorare, ma nel rispetto della legge islamica. Dobbiamo garantire la loro sicurezza morale e fisica. Negli ultimi anni erano minacciate. E dobbiamo creare i meccanismi necessari a proteggerle. Va però anche aggiunto che nei nostri ministeri dell’Educazione, Sanità e negli aeroporti le donne sono già tornate a lavorare. Dateci tempo e le cose si metteranno a posto». Il portavoce degli studenti coranici usa la scusa della protezione delle donne dalle violenze sessuali per giustificare la negazione delle libertà nella società talebana: «Ci sono stati casi di donne violentate a scuola, vittime degli allenatori delle squadre femminili nelle competizioni sportive, sul lavoro. Un problema grave. Noi, comunque, lo stiamo affrontando nel rispetto della sharia, la legge islamica – e chiede -. Dateci tempo».


L’istruzione può attendere

Come sarà l’istruzione per le donne quando i nuovi padroni del Paese consentiranno il ritorno in classe alle studentesse? «Certamente si sta preparando la strada per l’educazione femminile regolare. Le donne studieranno le stesse materie degli uomini. Matematica, chimica, storia, biologia: non ci saranno programmi diversi a seconda del sesso e i loro titoli avranno valore internazionale». Sul riconoscimento da parte dei Paesi esteri – e non solo dei titoli di studio, ma della legittimità del governo talebano -, si stanno concentrando gli sforzi dell’emirato. Tant’è che stata spedita a New York la richiesta di far parlare i rappresentanti con la barba e il turbante durante l’Assemblea dell’Onu. «Credo sia un mutuo interesse per noi e per voi europei avere le nostre rispettive ambasciare aperte. Noi abbiamo bisogno del vostro aiuto. Per voi resta necessario capire il nostro Paese. Ma dovete anche com- prendere che l’Afghanistan non è l’Europa. Per noi talebani le nostre tradizioni sono importantissime. Abbiamo lottato 20 anni per difenderle, compreso la nostra concezione del ruolo della donna. Capisco che per voi i vostri valori siano importanti. Ma dovete rispettare i nostri».

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