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Vaccini, a inizio ottobre il parere dell’Ema sulla terza dose. Crisanti: «Meglio farla sei mesi dopo la seconda»

Il sottosegretario Sileri: «E’ probabile che sarà necessaria per tutta la popolazione»

All’inizio di ottobre si conoscerà la posizione ufficiale dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) sulla terza dose del vaccino anti-Covid e anche del richiamo. A comunicarlo è Marco Cavaleri, responsabile della task force per i vaccini e le terapie Covid-19 dell’Ema. «Gli studi confermano che la terza dose aiuta nei casi di pazienti immunodepressi e che gli effetti di immunizzazione declinano nel tempo», ha detto Cavaleri. La priorità per la salute pubblica, adesso, resta quella di «completare il ciclo vaccinale per chi non lo ha ancora fatto». E anche Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, e il virologo Andrea Crisanti non escludono un ricorso massiccio alla terza dose, magari non subito.


Sileri: «Aspettiamo le risposte della scienza»

Per il sottosegretario alla Salute Sileri, intervistato da Radio Cusano Campus, al momento bisogna lasciare spazio a immunocompromessi, anziani e personale sanitario. Dopo si vedrà. «Per quanto riguarda il resto della popolazione ce lo dirà la scienza, ma è probabile che l’immunità nel tempo tenda a ridursi. Quale sarà il campanello d’allarme? Ce lo dirà il monitoraggio che viene fatto continuamente in tutti i Paesi, laddove dovessero verificarsi infezioni in gruppi di persone vaccinate agli inizi, magari per fascia d’età, per tipo di patologia, quelli saranno coloro che indicheranno a tutti gli altri la necessità di un richiamo vaccinale. Che questo avvenga a 9-10-12 mesi dalla seconda dose ce lo dirà la scienza, ma è verosimile che ci sarà un richiamo». Questo, però, non significa «terza dose a tutti dal mese di ottobre»: «Si è partiti con una categoria e poi si monitora tutto il resto. La scienza ci darà categoria per categoria i tempi per le altre fasce di popolazione», precisa.


Crisanti: «Siamo costretti a rincorrere il virus e quindi a fare la terza dose»

Per il professor Andrea Crisanti, docente di microbiologia all’Università di Padova, il rischio più grande «che corriamo è che il vaccino abbia una durata di circa 6 mesi e quindi siamo costretti a rincorrere il virus e a iniziare la terza dose. E poi la minaccia principale potrebbe venire da una variante resistente al vaccino». Quindi la terza dose quando dovrà essere fatta? «Sei mesi dopo la seconda, se si vuole avere un livello di protezione che in qualche modo blocchi la trasmissione», ha dichiarato Crisanti a Rai Radio1, a Un giorno da pecora.

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