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Islanda, quasi la metà dei seggi del Parlamento è occupato da donne

La svolta è rimandata: un riconteggio cambia tutto e dei 63 seggi dell’Althing 33 risultano assegnati agli uomini

Alla fine la svolta dell’Islanda è rimandata. Secondo i primi conteggi le donne detenevano più della metà dei seggi nel nuovo parlamento, secondo i risultati finali delle elezioni. Si sarebbe trattato della prima volta in Europa. Dei 63 seggi dell’Althing, 33 erano stati vinti da donne, o il 52%, secondo le proiezioni basate sui risultati finali. Nessun altro Paese europeo ha mai avuto più del 50% di parlamentari donne, con la Svezia che si avvicina di più ma si ferma al 47% secondo i dati della Banca Mondiale. Ma un riconteggio ha cambiato tutto. Ingi Tryggvason, presidente della commissione elettorale islandese, ha spiegato a France Presse che un nuovo scrutinio ha modificato gli equilibri in una delle sei circoscrizioni del Paese, dove tre seggi inizialmente assegnati a donne sono passati a uomini. Dei 63 seggi dell’Althing, dopo il riconteggio, 33 risultano assegnati a uomini e 30 a donne, una situazione ribaltata nel confronto con i dati precedenti.


Intanto la coalizione di governo, guidata dal primo ministro Katrin Jakobsdottir va verso la conferma della maggioranza. Secondo le prime proiezioni, il grande vincitore è il Partito del Progresso (centrodestra): potrebbe portare via al movimento Sinistra-Verdi il titolo di secondo partito in Islanda. A seguire, il Partito dell’Indipendenza (conservatore) dell’ex primo ministro Bjarni Benediktsson. Secondo le proiezioni, quest’ultimo otterrebbe il 24,3% dei voti e 16 (stabili) dei 63 seggi in Parlamento, mentre i progressisti guidati da Sigurdur Ingi Jo’hannsson otterrebbero 13 seggi con il 16,5% dei voti, cinque in più rispetto al precedente elezioni del 2017. Il movimento Sinistra-Verdi si ritirerebbe al 14,7% e nove seggi, due in meno di quattro anni fa.


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