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Islanda, quasi la metà dei seggi del Parlamento è occupato da donne

26 Settembre 2021 - 14:25 Redazione
epa06058165 A general view of a residential buildings in Reykjavik, Iceland, 26 June 2017 (issued 30 June 2017). Reports state Reykjavik has been experiencing housing troubles during the past months, with the economy growing fast in the wake of the economic crash of 2008, leaving many young people unable to buy or rent small and medium sized apartments due to housing shortages. The problem is most apparent in Reykjavik where many apartments are rented to tourists and where housing prices have climbed. The city council has responded by starting a number of  construction projects all across the city. According to Knight Frank, Icelandic house prices have climbed some 17.8 per cent from March 2016 to March 2017.  EPA/BIRGIR THOR HARDARSON
La svolta è rimandata: un riconteggio cambia tutto e dei 63 seggi dell'Althing 33 risultano assegnati agli uomini
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Alla fine la svolta dell’Islanda è rimandata. Secondo i primi conteggi le donne detenevano più della metà dei seggi nel nuovo parlamento, secondo i risultati finali delle elezioni. Si sarebbe trattato della prima volta in Europa. Dei 63 seggi dell’Althing, 33 erano stati vinti da donne, o il 52%, secondo le proiezioni basate sui risultati finali. Nessun altro Paese europeo ha mai avuto più del 50% di parlamentari donne, con la Svezia che si avvicina di più ma si ferma al 47% secondo i dati della Banca Mondiale. Ma un riconteggio ha cambiato tutto. Ingi Tryggvason, presidente della commissione elettorale islandese, ha spiegato a France Presse che un nuovo scrutinio ha modificato gli equilibri in una delle sei circoscrizioni del Paese, dove tre seggi inizialmente assegnati a donne sono passati a uomini. Dei 63 seggi dell’Althing, dopo il riconteggio, 33 risultano assegnati a uomini e 30 a donne, una situazione ribaltata nel confronto con i dati precedenti.

Intanto la coalizione di governo, guidata dal primo ministro Katrin Jakobsdottir va verso la conferma della maggioranza. Secondo le prime proiezioni, il grande vincitore è il Partito del Progresso (centrodestra): potrebbe portare via al movimento Sinistra-Verdi il titolo di secondo partito in Islanda. A seguire, il Partito dell’Indipendenza (conservatore) dell’ex primo ministro Bjarni Benediktsson. Secondo le proiezioni, quest’ultimo otterrebbe il 24,3% dei voti e 16 (stabili) dei 63 seggi in Parlamento, mentre i progressisti guidati da Sigurdur Ingi Jo’hannsson otterrebbero 13 seggi con il 16,5% dei voti, cinque in più rispetto al precedente elezioni del 2017. Il movimento Sinistra-Verdi si ritirerebbe al 14,7% e nove seggi, due in meno di quattro anni fa.

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