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L’Australia snobba la Cop26. Il Paese, campione di inquinamento, potrebbe non partecipare al vertice sul clima

L’Australia è uno dei principali esportatori al mondo di carbone e gas. Secondo l’Onu, è all’ultimo posto per impegno contro la crisi climatica

L’Australia potrebbe saltare il più importante appuntamento globale sulla crisi climatica, il vertice Cop26. La storica conferenza sul clima delle Nazioni Unite è in programma a Glasgow, in Scozia, il prossimo novembre, sotto la presidenza della Gran Bretagna. «Non ho ancora deciso se andrò o meno», ha detto il primo ministro australiano Scott Morrison in un’intervista al quotidiano West Australia. «È un altro viaggio all’estero, e ho passato molto tempo in quarantena. Devo concentrarmi sul Covid, perché i confini australiani riapriranno proprio in quei giorni e ci saranno molte questioni da affrontare». L’Australia è uno dei principali esportatori al mondo di carbone e gas, ed è il Paese più inquinante in rapporto al numero di abitanti. Nonostante sia uno dei 200 Paesi che dovrebbero presentare all’incontro della Cop26 un piano aggiornato per i tagli alle emissioni da qui al 2030, Canberra non ha fatto mistero di voler conservare l’industria nazionale di combustibili fossili. L’Australia ha già dichiarato che non rinuncerà alle estrazioni finché ci sarà margine di commercio in Asia.


In quest’ottica, il governo di Morrison non ha ancora preso alcun impegno per la scadenza e non ha ancora delineato un’agenda precisa per centrare l’obiettivo emissioni zero nel 2050, già promesso dagli Stati Uniti, dal Regno Unito e da molte altre nazioni ricche. Un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato a luglio 2021, ha posizionato il Paese all’ultimo posto (su 170 paesi membri in totali) per impegno in risposta al disastro climatico. A conferma degli scarsi sforzi del governo, l’Australia si è trovata ad affrontare una catastrofica stagione di incendi nell’estate tra il 2019 e il 2020.


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