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La sindaca di Voghera e la chat su Whatsapp: «Il marocchino è annegato?»

Paola Garlaschelli finisce nella bufera per i messaggi alla Giunta. Lei si difende: «C’è un tentativo di destabilizzare l’amministrazione»

Nelle more del caso di Massimo Adriatici continuano a spuntare chat su Whatsapp imbarazzanti per la sindaca di Voghera Paola Garlaschelli e per il resto della giunta. Dopo l’assessore che invitava a sparare, stavolta è la prima cittadina la protagonista mentre il tema è sempre l’ordine pubblico. «Ma in tutto ciò il marocchino che chiedeva elemosina è annegato?», è il suo messaggio della prima cittadina. Poco prima del dialogo si era allagato il cimitero, e sempre negli stessi giorni, racconta il Corriere della Sera, un immigrato che infastidiva i passanti era stato colpito da un Daspo. Due assessori ridono, e qualcuno posta un’immagine (non più visibile) di un luogo definito «il tempio della cavalleria, dove vanno lì a bivaccare». Le conversazioni private sono state divulgate in questi giorni forse a causa di una vendetta interna.


E mentre le opposizioni chiedono le sue dimissioni, la sindaca si difende: «Qualcuno con metodi che non ho problemi a definire squallidi e penosi, prosegue nel tentativo di destabilizzare la nostra amministrazione. A tutto, ovviamente, c’è un limite: per questo abbiamo già avviato le dovute iniziative nelle sedi opportune. Ribadiamo — prosegue la sindaca — la nostra assoluta lontananza da qualsiasi forma di razzismo, intolleranza, violenza, confermando l’impegno per una città inclusiva, accogliente, attenta ai bisogni delle persone più fragili. Valori che ci appartengono da sempre. Non c’è spazio per becere ritorsioni, per diatribe attraverso mezzi e mezzucci che non fanno il bene di Voghera».


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