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«Ho la psoriasi, non posso vaccinarmi»: tutte le scuse dei siciliani No vax per avere l’esenzione

La corsa è scattata a due settimane dall’entrata in vigore del Green pass a lavoro. Ora le Asp cercano di stanarli

A ridosso dell’entrata in vigore dell’obbligo di Green pass nei luoghi di lavoro, in Sicilia è scattata la corsa al certificato medico per farsi esonerare dalla vaccinazione anti Covid. Mancano solo due settimane, e in 20mila hanno già richiesto l’esenzione ai medici di famiglia per i motivi più disparati. Da chi accusa di soffrire di psoriasi, a chi non vuole vaccinarsi perché – dice – soffre di insufficienza renale, chi denuncia problemi alla tiroide per sottrarsi alla puntura. Dopo le denunce dei camici bianchi sulle pressioni dei No Vax, nelle Asp è partita la caccia per stanare i “furbetti dell’esenzione”, come racconta l’edizione palermitana di Repubblica. Ma la Regione non ha idea di quanti certificati siano stati rilasciati finora, visto che non esiste un database che accorpi in un’unica cartella tutte le richieste. Per cui è impossibile risalire a un archivio digitale con la documentazione medica.


«Via via che si avvicina la scadenza del 15 ottobre, siamo subissati dalle chiamate. Ne riceviamo in media 5-6 a testa», spiega Luigi Galvano, presidente regionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale. Il presidente dell’Ordine dei medici di Palermo, Toti Amato, spiega: «Abbiamo ricevuto segnalazioni di medici minacciati da No Vax per ottenere l’esenzione. Qualcuno ha inviato lettere dell’avvocato corredate da esami e certificati di specialisti. Abbiamo consigliato di comunicare le pressioni ricevute alla Digos e di ricusare l’assistito per turbativa del rapporto fiduciario» . Alcune situazioni non convincono: «Ci sono medici che firmano troppi certificati — dice Galvano — per questo l’Asp di Palermo istituirà una commissione di controllo».


Per chi vale l’esenzione

Intanto è arrivata la proroga da parte del ministero fino al 30 novembre le esenzioni alla vaccinazione in scadenza il 30 settembre. Ne ha diritto chi soffre di «specifiche condizioni cliniche documentate». Un elenco con patologie precise non è mai stato stilato, ma quelle che possono portare a severe controindicazioni sono davvero poche. Sta al medico vaccinatore dell’Asp, al medico di famiglia o al pediatra che abbiano aderito alla campagna vaccinale valutare caso per caso. Ma la motivazione clinica non va specificata nel certificato cartaceo, ma – si legge nell’ultima circolare – archiviata digitalmente «attraverso i servizi informatici vaccinali regionali». Eppure la Regione non ha mai dato indicazioni su dove e come caricare i dati.

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