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Il Tar ferma anche i prof No Green pass: giusto lo stop dello stipendio senza certificato (anche se i tamponi non sono gratis)

Gli insegnanti avevano contestato la sospensione dello stipendio dopo cinque giorni senza certificato verde. Ma la decisione del governo, secondo i giudici amministrativi, è legittima

Si scontra ancora una volta contro la giustizia amministrativa l’ennesimo ricorso contro il Green pass obbligatorio. Stavolta è il Tar Lazio a respingere il ricorso di alcuni insegnanti e dell’Anief, l’associazione di insegnanti e formatori, ribadendo che è legittima la sospensione dello stipendio per quei docenti che si presentano a scuola senza Green pass. Il ricorso contestava il decreto del 6 agosto, in cui il ministero dell’Istruzione spingeva alla: «piena partecipazione alla campagna vaccinale» anti Covid il personale docente e non docente. A quel provvedimento era seguita una nota del 13 agosto in cui veniva chiarito l’obbligo per il personale scolastico di esibire il certificato verde, senza il quale il dipendente sarebbe risultato: «assente ingiustificato». In quel caso, dopo il quinto giorno senza Green pass, sarebbe scattata la sospensione dello stipendio. Per il Tar l’obbligo del certificato verde nella scuola, senza la gratuità dei tamponi, non comporta alcuna limitazione della libertà, ma al più un: «danno meramente patrimoniale». I giudici amministrativi hanno poi ribadito che la legittimità del Green pass, essendo poi una misura concordata a livello europeo: «quindi non eludibile, anche per ciò che attiene la loro decorrenza temporale, e che mira a preservare la salute pubblica in ambito sovranazionale».


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