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Nunzia Schilirò sospesa e senza stipendio: la vicequestora avrà solo l’assegno alimentare

Il Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha precisato che Nunzia Alessandra Schilirò è stata sospesa anche per quanto detto in questi ultimi giorni. E ora avrà solo il minimo garantito

Nunzia Alessandra Schilirò è stata sospesa dal servizio e ieri a Open ha detto che non si aspettava il provvedimento. Ma per la vicequestora 43enne e funzionaria della Criminalpol è arrivata anche la sospensione dallo stipendio. Il Corriere della Sera scrive oggi che il Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha precisato che la misura cautelare, decisa per le reiterate prese di posizione pubbliche degli ultimi giorni. E quindi non solo per la sua partecipazione al sit-in di fine settembre, prevede anche la sospensione dello stipendio. Ma non dell’assegno alimentare, ovvero il minimo garantito. In attesa delle decisioni del ministero dell’Interno. Già a capo della sezione della Mobile romana specializzata in reati contro le donne e i minori e protagonista della campagna antiviolenza “Questo non è amore”,


Schilirò su Facebook ieri ha pubblicato la notizia della sua sospensione. Precisando che la sanzione partirà da oggi. E anche di aver revocato la sua iscrizione al sindacato Cosap, che le avrebbe consentito di partecipare a manifestazioni politiche invocando lo scudo sindacale. Poi sul suo canale Telegram “Nandra” ha pubblicato la solidarietà ricevuta da Diego Fusaro per la sospensione. Oggi Schilirò doveva essere alla Camera per partecipare alla conferenza stampa indetta da “L’alternativa c’è”. Ovvero il gruppo dei fuoriusciti del MoVimento 5 Stelle e del misto. Ma alla fine i parlamentari hanno annullato tutto.


A chi le chiedeva i motivi della sua assenza alla protesta di sabato Schilirò ha risposto: «Ripeto per l’ennesima e ultima volta che io avevo consigliato la manifestazione del 25 settembre, proprio perché avevo saputo che a quella del 9 avrebbero aderito anche soggetti con cui niente ho in comune! Avevo raccomandato a tutti gli amici e colleghi di allontanarsi al primo segnale di provocazione e di stare molto in guardia, perché era probabile la presenza di gruppi, che nulla avevano a che vedere con lo spirito pacifico che animava la manifestazione. Temevo che le tante persone oneste presenti in piazza fossero strumentalizzate da chi utilizza metodi che io non condivido. Ciò non toglie che chi ha usato violenza debba esserne chiamato a rispondere, come ho già ripetuto».

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