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Green pass al lavoro, la circolare della polizia: ogni giorno controlli su almeno il 20% dei dipendenti

Le indicazioni sono state diffuse a 48 ore dall’entrata in vigore dell’obbligo di certificazione verde sui luoghi di lavoro

A 48 ore dall’entrata in vigore del nuovo decreto sul Green pass, il capo della Polizia Lamberto Giannini ha chiarito che il controllo a campione sul luogo di lavoro dovrà essere effettuato su almeno il 20% del personale, col sistema di rotazione. Nella circolare diffusa da Giannini, si chiariscono le modalità dei controlli che le forze dell’ordine potranno essere chiamate ad effettuare. Una nota importante, come spiegato dal Corriere della Sera, riguarda la scadenza del Green pass per i poliziotti: nel caso in cui la certificazione di un agente non fosse più valida, questo potrà continuare a lavorare. «Il possesso del Green pass, valido al momento del controllo – si legge nel documento – consentirà al titolare la prosecuzione del servizio sino alla sua conclusione presso le strutture dell’amministrazione».


Le nuove norme

La circolare parla espressamente di controlli che «dovranno essere a tappeto o a campione giornalmente e preferibilmente all’esterno della struttura in occasione dell’accesso. Devono avvenire preferibilmente nelle prime ore del turno dopo l’accesso all’ufficio. In caso di controlli a campione dovrà essere interessato alla verifica almeno il 20% del personale presente». Il criterio a rotazione dovrà essere documentato, così da includere tutto il personale nelle verifiche, in un tempo ragionevole. E ancora: «Dovrà essere consentito al dipendente di dichiarare il mancato possesso della certificazione verde all’atto dell’ingresso evitando così di incorrere nelle ulteriori conseguenze previste dalle norme». Per lo smart working «non sarà possibile individuare i dipendenti da adibire al lavoro agile sulla base del mancato possesso del Green pass». E, «in caso in cui il dipendente sia privo o rifiuti di esibire il Green pass al momento dell’accesso alla struttura», gli sarà precluso l’ingresso al lavoro e l’assenza varrà come ingiustificata. Nel caso in cui, anche per un errore, dopo essere entrato a lavoro un dipendente risultasse senza certificato, «deve essere invitato a uscire dalla sede. In questo caso oltre essere considerato assente ingiustificato incorre nella sanzione amministrativa da 600 a 1500 euro e la contestazione va inoltrata al prefetto».


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