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Assalto alla Cgil, Castellino denunciato tre volte nel 2021. Ma nessun arresto – Le carte

Depositati gli atti di indagine in vista degli interrogatori. La manovra dei dirigenti di Forza Nuova per spostarsi verso la Cgil. La Digos: «E’ eversione»

Giuliano Castellino è stato denunciato almeno tre volte nel corso dell’ultimo anno, ma a quelle denunce non ha mai seguito un provvedimento restrittivo, sebbene l’esponente di Forza Nuova fosse sottoposto a sorveglianza speciale e sebbene alle manifestazioni a cui ha partecipato fossero presenti pregiudicati (che un sorvegliato speciale non può frequentare in nessun caso, dice la legge). Nelle carte dell’inchiesta depositate agli atti in vista degli interrogatori di garanzia di domani mattina per l’assalto alla sede nazionale della Cgil, la Digos e i pm di Roma ricostruiscono un quadro decisamente preoccupante dei fatti di sabato. A cominciare dal ruolo di Giuliano Castellino promosso da braccio operativo dell’organizzazione a vero e proprio leader, capace di aizzare la folla ma anche di costruire la strategia che ha permesso ai manifestanti di arrivare alla sede del sindacato. Nonostante questa valutazione, però, sono le stesse carte della procura a dire che contro di lui non erano stati presi provvedimenti restrittivi. Nel corso dell’anno l’esponente di Forza Nuova ha violato la sorveglianza speciale due volte, una a fine gennaio a Roma e l’altra a luglio ai castelli romani (quando è stato anche brevemente arrestato). Ed è stato sicuramente segnalato per gli scontri alla manifestazione contro il green pass del giugno scorso a Circo Massimo.


Il fatto che a queste segnalazioni non sia seguita la decisione di fermare l’attivista neofascista è sicuramente uno dei temi che continueranno ad animare il dibattito sui fatti di sabato nei prossimi giorni. L’informativa allegata agli atti che Open ha potuto leggere, spiega anche che quella per raggiungere la Cgil sarebbe stata una vera e propria strategia. Uno degli esponenti di Forza Nuova di primissimo piano, Aronica, avrebbe intavolato una trattativa con la polizia mentre gli altri si dirigevano comunque verso la sede sindacale, scrivono gli investigatori: «La determinazione di dirigersi nella direzione della sigla sindacale Cgil, sita in corso d’Italia a Roma, nasce già da piazza del Popolo, allorché un esponente di Forza Nuova, Aronica Luigi, si evidenzia per aver chiesto la possibilità di muoversi in corteo proprio in direzione della sede sindacale che, in ragione di ciò, non può ritenersi una tappa o un obiettivo casuale».


Una volta arrivati, come specificano i pm nella richiesta di conferma degli arresti, Giuliano Castellino si sarebbe posto come vero leader della protesta, urlando ai funzionari della Digos che voleva passare, incitando la folla – armata anche di bastoni e spranghe di ferro – a seguirlo e minacciando la polizia: «Portateci da Landini o andiamo a prenderlo noi». A capeggiare l’ingresso nella sede, secondo l’accusa, sarebbero stati lui, il segretario di Fn Roberto Fiore, l’ex Nar Luigi Aronica, ma non solo. Anche alcuni dei principali leader del partito erano in prima fila. In particolare, il veneto Luca Castellini di Forza Nuova ma anche ultras dell’Hellas Verona, Massimiliano Ursini, segretario provinciale di Forza  Nuova a Palermo, Lorenzo Franceschi, segretario di Arezzo (per gli ultimi tre la Digos chiede una specifica misura di custodia cautelare).

Anche per questo motivo, scrivono gli investigatori, nell’azione dell’organizzazione si può rintracciare una vera e propria matrice eversiva: «l’azione condotta lambisce un clima eversivo in cui le istituzioni del paese vengono individuati come obiettivi da sacrificare a sostegno di una causa politica”. E la procura scrive allo stesso modo: «L’obiettivo dell’azione non era il solo danneggiamento ma una be più consistente azione volta alla distruzione della sede di una istituzione costituzionalmente rilevante e, più in generale, alla turbativa dell’ordine pubblico, inteso come buon assetto o regolare andamento del vivere civile». Toni che potrebbero incidere sul dibattito di queste ore e cioè sull’ipotesi che Forza Nuova debba essere sciolta applicando la legge Scelba. Domani intanto si svolgeranno gli interrogatori di garanzia. Alcuni degli indagati, a cominciare da Luigi Aronica, punteranno tutto sulla visione dei filmati per dimostrare di non essere entrati all’interno della sede della Cgil. L’obiettivo è far cadere l’accusa peggiore, quella di devastazione e saccheggio, anche questa dalla forte valenza simbolica.

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