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L’allarme del Viminale sui No Green Pass: pericolo scioperi, proteste e blocchi autostradali da venerdì

I servizi segreti segnalano scioperi e proteste organizzate dal 15 ottobre e per il week end successivo. La linea del ministero dell’Interno

La data segnata sul calendario è quella del 15 ottobre. Il giorno dell’entrata in vigore del Green Pass obbligatorio sul lavoro è anche quello in cui il ministero dell’Interno si attende il caos. Così come il sabato successivo. Le immagini di Roma sfregiata da centinaia di violenti hanno fatto il giro del mondo e l’input che arriva anche da Palazzo Chigi è quello di serrare le fila e gestire nel migliore dei modi le prossime manifestazioni. Già per venerdì – primo giorno della certificazione obbligatoria – sono annunciate una serie di proteste. Si proseguirà poi sabato con le ormai tradizionali iniziative dei No vax e dei No Green Pass e si guarda al vertice G20 del 30 e 31 ottobre a Roma alla Nuvola, luogo che si presta ad essere presidiato a differenza del centro cittadino.


L’allarme dei servizi segreti

Ma c’è di più. Repubblica spiega oggi che l’intelligence sta effettuando un monitoraggio stretto sui social network e sui canali di comunicazione di No Vax e No Pass. E rileva segnali di inquietudine che, già alla vigilia dell’entrata in vigore dell’obbligo della Certificazione verde Covid-19 sui luoghi di lavoro, potrebbero portare a manifestazioni di protesta non autorizzate. Ma anche a blocchi autostradali di autotrasportatori No Pass e al caos nei porti (soprattutto Trieste) dove risulta molto alta (fino al 40 per cento) la percentuale di lavoratori privi del certificato. Dopo la riunione di domani i prefetti convocheranno i Comitati provinciali in tutta Italia per tradurre sul proprio territorio le indicazioni emerse.


In sostanza, si dovrà far tesoro di quello che non ha funzionato e quindi: grande attenzione nella concessione delle piazze; massimo rigore verso i cortei non autorizzati; fitta attività info-investigativa per conoscere il numero e la qualità dei manifestanti e predisporre un adeguato dispositivo di ordine pubblico; analisi delle chat per intercettare intenzioni ostili; linea dura con i professionisti della violenza. Proprio il sabato di fuoco della Capitale ha fatto emergere la novità di questa nuova eversione maturata con la pandemia: nella sede della Cgil violata c’erano volti ben conosciuti alle forze dell’ordine, insieme a tanti assolutamente ignoti. Una ‘zona grigia’ di persone esasperate dalla crisi economica sensibili alle istanze ribellistiche ed anti-sistema di formazioni come Forza Nuova che fanno proselitismo in questo bacino come in anni passati hanno fatto nelle curve.

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