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Il retroscena su Piazza del Popolo: la Digos chiese l’arresto di Castellino, no della Procura

Il leader di Forza Nuova era sottoposto a misure restrittive. Ma i giudici hanno negato l’arresto

La Digos ha sollecitato per almeno tre volte a partire dal 2020, misure più restrittive per il neofascista romano Giuliano Castellino. Ma la procura l’ha negato. Un retroscena finora inedito sugli scontri di piazza del Popolo raccontato oggi da il Fatto Quotidiano racconta una storia diversa. Castellino era gravato da una misura di prevenzione che tra l’altro gli vietava di uscire di casa dopo le 21 e di lasciare Roma. E gli dava anche limiti all’uso dei mezzi di comunicazione. Diverse informative, racconta il quotidiano, illustravano il suo ruolo nelle dimostrazioni più calde. Ma i provvedimenti non sono arrivati, i giudici li hanno negati e la stessa Procura ha manifestato dubbi sull’efficacia del lavoro degli investigatori.


Castellino e l’assalto alla Cgil

E ancora: nei giorni scorsi la polizia aveva suggerito non solo l’oscuramento del sito di Forza Nuova, disposto lunedì dalla Procura, ma anche de L’Italia Mensile, che però è una testata registrata e non risulta aver ospitato interventi “incendiari” dopo gli scontri di sabato. Intanto il Corriere della Sera ricostruisce oggi l’assalto alla sede della Cgil di sabato scorso. Nell’informativa della Digos citata dal quotidiano il ruolo di regista è assegnato a Giuliano Castellino; Luigi Aronica (già condannato per appartenenza alle «bande nere» degli anni Settanta) è stato il tramite con le forze dell’ordine nell’abbozzo di trattativa che ha preceduto il blitz; Roberto Fiore, ripreso anche all’interno dei locali del sindacato, ha messo con la sua presenza il sigillo ufficiale di Forza nuova. Gli altri militanti arrestati per gli stessi reati (istigazione a delinquere, devastazione e saccheggio) sono stati individuati attraverso le immagini dentro la sede occupata, come il leader del movimento «Io apro».


Ma il lavoro della Digos di Roma non è finito. Altri «occupanti» sono in via di identificazione e andranno ad aumentare il numero dei denunciati. Che già s’è arricchito dei quattro firmatari il messaggio di rivendicazione e annuncio di nuove iniziative comparso sul sito internet di Forza nuova prima dell’oscuramento ordinato dalla Procura. Castellino, capo romano dell’organizzazione, non è solo colui che dal palco di piazza del Popolo ha annunciato via altoparlanti l’attacco alla Cgil; secondo il rapporto della Digos agli inquirenti è pure colui che sul portone del sindacato, chiuso e protetto da una decina di agenti con scudi e caschi, ha ripetuto più volte frasi del tipo «dobbiamo entrare, fateci passare». Un fronteggiamento andato avanti finché qualche decina di manifestanti, sostenuti dalle centinaia che gridavano, ha sfondato.

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