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Lo scudo di Orlando sul Green pass obbligatorio: «Partenza complicata: è il prezzo da pagare per la direzione giusta» – Il video

«Posticipare l’obbligo di Green pass? Significa rallentare una battaglia da chiudere il prima possibile» dopo una «stagione drammatica che hanno pagato soprattutto i più fragili», spiega il ministro del Lavoro

«Io ho sempre detto calmeriazione Sì, gratuità No. Credo debba restare questo principio. Penso che dobbiamo preoccuparci dei dubbi di alcuni, ma anche della tutela dei molti che si sono vaccinati» contro il Covid per «rispettare la loro scelta e il loro senso civico». A poche ore dall’entrata in vigore dell’obbligo di Green pass per tutti i lavoratori del pubblico e del privato, il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, tiene il punto ribadendo di essere favorevole a un eventuale abbassamento del costo dei test validi per ottenere la certificazione verde, ma non alla loro gratuità. E sui timori di possibili disordini e disservizi annunciati dai lavoratori contrari all’obbligo del pass, Orlando dice che «sarà un passaggio non semplice con un avvio sicuramente complicato. Io credo che disagi possono essere ridotti al minimo, se c’è la buona volontà di tutti e lo spirito di confronto che oggi si è manifestato nell’incontro con i sindacati. Ma – osserva ancora Orlando – era nell’ordine delle cose». E il ministro del Lavoro osserva: «È il prezzo da pagare per spingere nella direzione giusta il Paese» verso «la vaccinazione e la sconfitta del virus». E proprio alla luce di questo obiettivo, la richiesta dei portuali di Trieste di posticipare l’introduzione dell’obbligo di Green pass a fine ottobre, il ministro Orlando commenta: «Penso che posticipare significhi solo rallentare una battaglia da vincere il prima possibile» per mettere fine ad una «stagione drammatica che hanno pagato e pagheranno soprattutto i più fragili». Orlando aveva già aperto alla possibilità di calmierazione dei prezzi dei test, ma non alla gratuità, quando il fondatore del M5s, Beppe Grillo, aveva avanzato la proposta dei tamponi pagati dallo Stato. In quell’occasione il ministro Orlando aveva osservato: «Mi sembra ragionevole pensare a tutte le forme possibili di calmierazione, ma far diventare il tampone gratuito significa dire sostanzialmente che chi si è vaccinato ha sbagliato».


Foto in copertina: ANSA/ALESSANDRO SERRANO
Video in copertina: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev


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