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Cacciari: «Il voto? La democrazia è messa male. Draghi al Quirinale? Marta Cartabia è un’ottima candidata»

Il filosofo commenta i risultati dei ballottaggi: «L’affluenza crolla perché c’è disagio. Il governo deve continuare»

Il filosofo Massimo Cacciari oggi su La Stampa parla dei risultati delle elezioni comunali e dei ballottaggi: «Direi che è il caso di stare molto attenti a ogni forma di trionfalismo. Non solo perché il voto amministrativo è strutturalmente diverso da quello politico, ma anche perché i dati emersi ieri sono drammatici. Socialmente e culturalmente». L’astensionismo dilaga: «Siamo precipitati sotto il 50% di affluenza, vuole dire che un referendum non sarebbe risultato valido, non so se mi spiego. E questa astensione dal voto arriva essenzialmente dalle periferie, dai luoghi di disagio e da quelli più difficili. A Roma e a Torino chi protestava cinque anni fa, ieri ha scelto di stare a casa». La democrazia non è in coma, «ma è messa piuttosto male. Da qualche decennio, direi. Una situazione alla quale nessuno intende mettere mano».


Per Cacciari «un terzo degli aventi diritto va a votare a prescindere. Sono quelli che hanno bisogno di un Paese governato. Se c’è Draghi bene, se c’è Renzi pazienza, se c’è Berlusconi due volte pazienza. L’importante è che ci sia qualcuno alla guida. Un altro terzo cambia idea a seconda delle circostanze. E poi c’è il famoso terzo, che si sta ingrossando, alla ricerca di reddito e occupazione». E secondo il filosofo dopo il voto Draghi non è necessariamente più forte: «Se vuole fare il presidente della Repubblica direi di no. A questo punto gli tocca continuare, perché certamente la legislatura va avanti fino alla fine». E se Draghi resta a Palazzo Chigi chi sale al Colle? «Se sono intelligenti, si mettono tutti quanti assieme appassionatamente e votano una donna tra gli applausi unanimi degli osservatori». Ovvero: «Marta Cartabia. Mi pare l’unica possibilità. Mi auguro bene che il Pd non accetti di votare Casellati».


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