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Trieste, l’ultimo attacco dei sindacati ai portuali del presidio: «Incoscienti dei danni procurati»

Il prossimo appuntamento per i No Green pass è fissato per venerdì 22 ottobre, quando verrà organizzato un corteo tra le vie della città

La protesta dei No Green pass del porto di Trieste si avvia verso la fine. Tutti i varchi del porto hanno ripreso a funzionare, la folla in piazza Unità d’Italia si è dispersa e le televisioni stanno cominciando ad abbandonare la città. Le ultime immagini che arrivano sono quelle di un gruppo di manifestanti che batte dei boccioni di plastica a terra scandendo uno dei tormentoni di questi giorni: «La gente come noi non molla mai». Intanto è arrivato il momento del regolamento dei conti. Cgil, Cisl e Uil hanno pubblicato un comunicato stampa in cui accusano per tutto quello che è successo il Clpt, il Coordinamento dei portuali che ha organizzato il presidio:


«Ci sia consentito di riaffermare con forza, dopo quanto accaduto, i rischi che si corrono quando vengono legittimate associazioni sedicenti sindacali come Clpt, che nel giro di poche ore ha cambiato più volte posizione su quello che stava succedendo, apparentemente incosciente dei danni che stava procurando ai lavoratori, al porto, alla collettività triestina e all’intero paese. Pensiamo che chi ha legittimato Clpt dentro il porto e fuori dal porto debba aprire una profonda riflessione».


Secondo una serie di ricostruzioni del giornale Il Piccolo di Trieste, il numero dei portuali iscritti al Clpt sono circa 300, mentre Cgil, Cisl e Uil hanno in tutto 600 tesserati. Il totale dei lavoratori del porto di Trieste è di 1.500. In una fase iniziale anche i sindacati confederati avevano partecipato alla protesta contro il Green pass ma si erano fermati quando le aziende che lavorano nel porto avevano concesso i tamponi gratuiti a chi non aveva fatto il vaccino. Da quel momento hanno sempre condannato le scelte del Clpt che invece ha continuato la mobilitazione fino a ieri, quando il sindacato autonomo si è staccato dalla mobilitazione per tornare al lavoro.

I manifestanti rimasti e il corteo di venerdì

Dopo la mobilitazione di questi giorni, i manifestanti hanno costituito il Coordinamento 15 ottobre, un gruppo composto da varie realtà che si propongono di raccogliere i temi emersi in questi giorni dalle proteste di Trieste. In due giorni il canale Telegram del Coordinamento 15 ottobre ha raggiunto quasi i 15 mila iscritti. Nel direttivo ci sono Stefano Puzzer, ex leader del Clpt, e Dario Giacomini, medico sospeso dall’Ordine. Al momento il prefetto di Trieste Valerio Valenti non ha intenzione di sgomberare piazza Unità d’Italia: «Essendo il loro numero diminuito, non ci sono le premesse al momento per eventuali azioni di sgombero». Il timore ora è per venerdì 22 ottobre, quando è previsto un nuovo corteo a Trieste di attivisti No Green pass. Valenti ha spiegato che l’attenzione per le frange estremiste è massima.

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