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Trieste, i portuali scaricano i No Green pass e si dissociano dalla protesta: «Non partecipiamo a nessun coordinamento»

19 Ottobre 2021 - 19:34 Valerio Berra
Italian law enforcement officers started the operation to clear protestors against the obligation to have the Green Pass COVID-19 health certificate to access all Italian places of work from a section of the port of Trieste, northern Italy, 18 October 2021. Police in riot gear sprayed water jets at protestors sitting on the ground and blocking port gate 4 and told them to move away "in the name of the law". The protestors chanted "people like us never give up" and "Liberty, Liberty". The protest started on 15 October, when the obligation to have the Green Pass at places of work kicked in. The Green Pass shows that a person is vaccinated for COVID-19, has recovered from it in the last six months or has tested negative in the last few days.
ANSA/ PAOLO GIOVANNINI
La decisione è arrivata con l'ultimo comunicato del coordinamento dei lavoratori portuali. Nel testo anche qualche riga per Stefano Puzzer: «Gli auguriamo tutto il meglio per il futuro»
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Oggi Stefano Puzzer non ha più la divisa da portuale. Jeans, maglione blu e sneakers ai piedi. L’unica cosa che conserva dai giorni scorsi è il cappellino grigio che ha tenuto in tutte le proteste. E ormai di uomini con quella divisa tra le piazze di Trieste se ne vedono pochi. Questa manifestazione non è più loro, come specificano nell’ultimo comunicato stampa arrivato nelle ultime ore: «Visti gli ultimi sviluppi delle mobilitazioni contro il Green pass, il coordinamento dei lavoratori portuali non intende partecipare alla gestione complessiva delle stesse o a qualsiasi coordinamento/associazione relativa». Le ultime righe sono per il loro vecchio leader, che la mattina del 18 ottobre aveva rassegnato le dimissioni: «Ringraziamo l’amico e collega Stefano Puzzer per tutto il lavoro svolto e gli auguriamo tutto il meglio per il futuro». Al momento quindi nessuna sigla sindacale del porto di Trieste partecipa alle manifestazioni contro il Green pass organizzate nella città.

Il comando a questo punto passa nelle mani del Coordinamento 15 ottobre, un nome dedicato al giorno in cui è iniziato il presidio davanti al Molo 7 del porto. Il comitato è composto da Dario Giacomini, Eva Genzo, Roberto Perga, Matteo Schiavon e Stefano Puzzer. Il primo messaggio, lanciato dalla stesso Puzzer è quello di non venire più a Trieste ma continuare la protesta da casa: «Tutte le piazze di Italia devono diventare questa piazza qua. Più città si metteranno a fare questa lotta, più grande sarà il nostro peso. Più lo faremo e più dovranno scendere e trattare con noi. Il nostro obiettivo è togliere il Green pass e l’obbligo vaccinale per i sanitari, da questo punto noi non ci muoviamo di un millimetro».

Chi è Dario Giacomini, il medico sospeso dall’ordine

Tra i nomi del Coordinamento 15 ottobre c’è quello di Dario Giacomini. Medico, direttore del reparto di radiologia di Arzignano, in provincia di Vicenza, negli ultimi mesi ha aperto Contiamo-Ci!, un’associazione che raccoglie i sanitari che non vogliono accettare l’obbligo vaccinale. In un’intervista pubblicata lo scorso luglio sul quotidiano La Verità diceva: «Io ho sempre fatto tutte le vaccinazioni, sia pediatriche sia quelle per entrare nel mondo del lavoro. Non ho dubbi sul fatto che i vaccini siano utili. Molti di noi però hanno vissuto l’introduzione dell’obbligo vaccinale come una forte limitazione alle libertà individuali».

Il porto di Trieste torna a pieno regime

Intanto il porto di Trieste è tornato a lavorare a pieno regime. Secondo una comunicazione dell’Autorità di Sistema portuale ormai sono migliaia di mezzi che entrano nel molo dove era stato organizzato il presidio. Tra i lavoratori è cresciuta la richiesta di tamponi all’ambulatorio del porto: al momento ne vengono fatti circa 200 ogni giorno.

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