Salvini sbotta contro Meloni: «Può fare opposizione, ma senza romperci i cogl***i» – L’audio

L’audio è stato pubblicato in esclusiva dal Foglio. «Negli ultimi mesi Fdi ha agito scientemente per mettere in difficoltà Lega e centrodestra», ha detto il leader del Carroccio ai parlamentari

Solo ventiquattro ore fa, dopo il vertice a Villa Grande a Roma tra Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini per riflettere sulla sconfitta alle ultime elezioni comunali, il centrodestra in una nota ribadiva la propria «compattezza» e sottolineava il clima «cordiale» nella coalizione. All’indomani dell’incontro, suonano tutt’altro che «cordiali» le parole di Salvini sugli alleati di Fratelli d’Italia. In un audio esclusivo pubblicato sul Foglio, durante un incontro tra il leader leghista e i parlamentari del Carroccio riuniti al Teatro Sala Umberto di Roma, Salvini dice: «È ovvio che noi abbiamo un centrodestra al governo e uno all’opposizione: però c’è modo e modo di stare all’opposizione». Il leader leghista, riferendosi implicitamente al partito guidato da Meloni, aggiunge: «Si può concordare una quota comprensibile di rottura di coglioni dall’opposizione, che però vada a minare il campo Pd e 5 Stelle». Secondo Salvini l’opposizione di Meloni e di FdI sarebbe stata portata avanti «scientemente, come accaduto negli ultimi mesi, per mettere in difficoltà la Lega e il centrodestra».


Dopo la diffusione dell’audio, da via della Scrofa – dove si trova la sede di FdI – assicurano che «non sarà un audio rubato a dividerci», e che «non è in corso nessuna polemica con Salvini». In parallelo, il segretario del Carroccio, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta, ha commentato: «Non ci faranno litigare: posso far vedere i messaggi WhatsApp in cui io e Giorgia ridiamo e scherziamo». Certo è che, malgrado i tentativi di smorzare la tensione da ambedue i lati, le dichiarazioni del segretario leghista hanno generato un po’ di scompiglio tra gli esponenti di Fratelli d’Italia, oltre ad avere avuto ripercussioni sulla percezione esterna della solidità della coalizione. Insomma, l’uscita di Salvini rischia di essere la “capocchia” del fiammifero che va a scontrarsi e innescarsi sulla già ruvida superficie di una coalizione che esce da una tornata elettorale non soddisfacente, correndo il rischio di mettere nuovamente in discussione la «massima collaborazione», la «compattezza» e il prosieguo del «lavoro come coalizione» nel centrodestra.


Foto in copertina: ANSA/ALESSANDRO DI MEO

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