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Trieste, la (breve) parabola di Puzzer: da eroe del porto a «verme traditore»

Nella serata di ieri Puzzer ha chiesto agli attivisti No Green pass di stare a casa. Ma alcuni di loro non l’hanno presa bene

«Fidatevi di me. Vi siete fidati fino adesso, fidatevi avanti. Rimanete a casa vostra». In un video di 80 secondi Stefano Puzzer ha cancellato quella che si annunciava come la più grande manifestazione contro il Green pass in Italia. Per le 14 di oggi a Trieste erano attese oltre 20 mila persone da tutta Italia per un corteo che doveva attraversare la città. Un corteo in cui, secondo diverse fonti, si sarebbero infiltrate anche frange violente e organizzate. Il messaggio di Puzzer è rimbalzato nel labirinto di gruppi Telegram che sostiene il movimento dei No Green pass. E in poche ore la statua di pixel che era stata costruita dagli attivisti per Puzzer è stata abbattuta. Dall’eroe del porto, l’uomo senza compromessi che non si è mai voltato indietro, Puzzer è diventato un “verme traditore”. Al netto di tutto, la sensazione che l’ex leader del Clpt non abbia calcolato bene le sue mosse c’è, come conferma a Open una fonte del porto: «Puzzer quando era un sindacalista faceva così: prima accendeva un piccolo fuoco, poi andava dai capi e diceva loro “Se volete ci organizziamo per spegnerlo”. Ora ha innescato un incendio e non sa più cosa fare».


Gli insulti arrivano da più fronti. Il canale Basta dittatura – Proteste è uno di quelli attivi da più tempo ed è sopravvissuto alla prima serie di ban di Telegram. Ha quasi 10 mila iscritti e nella sera di ieri ha ripostato il video in cui Puzzer annunciava la fine delle proteste con questo commento: «Eccolo il verme traditore. Prima aveva spostato la gente dagli ingressi del porto di Trieste a stare in piazza inutilmente, adesso vuole rovinare tutto e spegnere le proteste definitivamente». Il canale No Green pass – Vinciamo insieme è diventato il più importante di tutta la rete: ha oltre 33 mila iscritti. Qui il commento sull’annullamento della manifestazione di Trieste ha un tono diverso: «Dato che noi italiano non abbiamo le palle di fare mezzo passo aspettiamo le infiltrazioni dei black bloc dall’est Europa a Trieste». Sotto oltre 500 commenti: «Avete fatto di Stefano un Dio. E se fosse un falso? Io la mano sul fuoco non ce la metto». E ancora: «Un falso che ci ha messo la faccia. Possiamo comunque fare altro».


TELEGRAM | Uno dei messaggi apparsi su Basta Dittatura – Proteste

La manifestazione di oggi

Per ora Trieste non c’è traccia dei No Green pass. Girava la voce che ci sarebbero stati dei cortei non autorizzati dalle 9, si pensava che i manifestanti convergessero in un presidio fisso in piazza Unità d’Italia, si temevano gruppi singoli in giro per la città. Invece al momento non sembra muoversi nulla. L’attenzione resta alta, soprattutto per il primo pomeriggio, quando avrebbe dovuto tenersi il raduno. Intanto Trieste è barricata. Dal oggi al 25 ottobre biblioteche, musei e spazi culturali rimarranno chiusi.

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