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Verso il G20, a Roma 5.300 agenti in più per la sicurezza. No fly zone e sistemi anti-drone: le misure del Viminale

Conclusa la riunione del Comitato per la sicurezza. La ministra Lamorgese: «Necessario garantire il massimo livello di coordinamento»

In vista del G20 del prossimo fine settimana, al Viminale tiene banco la questione sicurezza. Il tema è delicato dopo gli episodi di violenza avvenuti durante le recenti manifestazioni No Green pass e alla luce degli allarmi su possibili infiltrazioni di black bloc. Il summit porterà nella Capitale i maggiori leader mondiali per discutere sui più importanti temi economici e sociali. Il piano di sicurezza che la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese sta mettendo a punto, e di cui Open aveva anticipato già alcuni aspetti, prevede un’area di presidio ampia 10 km quadri nel quartiere dell’Eur che ospiterà gli incontri. Non solo. Al termine del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato poche ore fa dal Viminale, emergono i numeri delle forze in campo: 5.296 unità di rinforzo di cui 2.542 appartenenti alla Polizia di Stato, 1.774 dell’Arma dei Carabinieri, 580 della Guardia di Finanza. Si uniranno anche altri 400 membri delle Forze Armate nell’ambito di un’estensione dell’Operazione “Strade Sicure”, per un numero complessivo di militari sul campo che arriverebbe così a quota 2.000.


La sorveglianza e la difesa dello spazio aereo della Capitale avverranno «attraverso il concorso di assetti specialistici delle Forze armate, ivi inclusi i sistemi anti-drone». Prevista una no fly zone da venerdì a domenica notte anche per i voli a vista nel raggio di 35 miglia dall’obiettivo. «L’esigenza è che venga garantito il massimo livello di coordinamento e di raccordo tra tutte le componenti del sistema sicurezza», ha detto la ministra, «sia nella fase di prevenzione, sia in quella di controllo e di vigilanza sul territorio». Poche ore fa Lamorgese aveva anche comunicato a tutti i ministri dell’Interno dei Paesi in area Schengen il ritorno dei controlli alle frontiere. Una decisione entrata in vigore alle 22 del 27 ottobre e che andrà avanti fino alle 13 del prossimo primo novembre.


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