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Covid, con la pandemia sono aumentati i casi di antisemitismo in Europa: il dato più alto in Germania

09 Novembre 2021 - 10:55 Redazione
epa09215727 A woman with Israel flag next to police officers attends a rally called 'solidarity with Israel and against antisemitism' in front of the Brandenburg Gate in Berlin, Germany, 20 May 2021. In response to days of violent confrontations between Israeli security forces and Palestinians in Jerusalem, various Palestinian militant factions in Gaza launched rocket attacks since 10 May that killed at least 12 Israelis to date. The Palestinian health ministry said that at least 232 Palestinians, including 61 children, were killed in the retaliatory Israeli airstrikes.  EPA/FILIP SINGER
Secondo l'ultimo report dell'Agenzia europea per i diritti fondamentali, la proliferazione degli episodi di antisemitismo è avvenuta principalmente online
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Tra i contraccolpi della pandemia di Coronavirus che esulano l’ambito sanitario, l’Agenzia europea per i diritti fondamentali – la Fra – ha segnalato una recrudescenza dei casi di antisemitismo negli Stati membri dell’Ue. Nonostante l’assenza di una banca dati comune in grado di dare una fotografia aggiornata e omogenea, la Fra ha segnalato l’emersione di nuovi miti e teorie del complotto che accusano la comunità ebraica della diffusione del Sars-CoV-2. Sebbene le restrizioni alla mobilità – tra lockdown e altre misure per contenere i contagi – abbiano portato a una diminuzione degli episodi di violenza contro le persone di religione ebraica negli spazi pubblici, le aggressioni sono cresciute sul web. La Fra spiega che l’odio e l’antisemitismo online ha messo ormai radici salde nelle società europee. Purtroppo, con le criticità di una raccolta dati disomogenea tra i vari Paesi, è possibile fare un focus soltanto su quei Paesi che hanno sistemi di rilevamento dei casi abbastanza aggiornati.

Spicca la Germania, dove nel 2020 si sono registrati 2.351 crimini a sfondo politico con un movente antisemita: è la cifra più alta in Europa. La Fra, tuttavia, avverte che questo dato può significare semplicemente che i tedeschi abbiano un sistema più efficace per il rilevamento di questi episodi e non che siano i più afflitti dalla piaga dell’antisemitismo. Discorso analogo per i Paesi Bassi, al secondo posto in Ue con 517 casi nell’ultimo anno, e per la Francia, 339 casi. L’Italia si posiziona al quarto posto, con 101 aggressioni identificate dall’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti di discriminazione – l’Oscad – sulla base di indagini condotte dalla Polizia di Stato o dall’Arma dei Carabinieri. Dei casi denunciati dall’Oscad, 86 rientrano nel reato di istigazione alla violenza.

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