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Crisi tra Polonia e Bielorussia, Varsavia: «Stabilità Ue a rischio». E Bruxelles sospende i visti al regime di Minsk – Il video

Il premier Morawiecki all’attacco: «Il regime di Lukashenko non deve far paura all’Europa e alla Nato»

«Sigillare il confine è nel nostro interesse. Ma oggi sono in gioco la stabilità e la sicurezza dell’Unione Europea»: il premier polacco Mateusz Morawiecki va all’attacco sulla crisi dei migranti al confine con la Bielorussia. E su Twitter aggiunge che il regime di Aleksandr Lukashenko non deve far paura all’Ue e ai partner della Nato. Intanto il ministero della Difesa bielorusso ha respinto le accuse di Varsavia secondo cui Minsk sta coordinando l’ondata di migranti che tentano di attraversare la vicina Polonia. «Riteniamo infondate e non comprovate le accuse da parte polacca», si legge in un comunicato che accusa la Polonia di aumentare la tensione «deliberatamente». Nelle ultime ore sono circolate le immagini di centinaia e centinaia di profughi che verrebbero spinti a varcare illegalmente il confine polacco dalla Bielorussia. Varsavia ha respinto il loro ingresso e si è detta pronta a difendere i propri confini. La Commissione Ue ha chiesto ai 27 Stati membri di colpire il regime di Lukashenko con nuove sanzioni.


Nel frattempo il ministero della Difesa bielorusso sostiene che la Polonia abbia stanziato 10 mila soldati al confine tra i due paesi. «Vogliamo anticipatamente mettere in guardia la parte polacca contro l’utilizzo di qualsiasi provocazione contro la Bielorussia per giustificare eventuali azioni bellicose illegali” contro i migranti», sostiene invece il ministero degli Esteri. E il Consiglio dell’Unione Europea, fa sapere il portavoce Damijan Fiser su Twitter, ha sospeso lo schema di facilitazione dei visti per gli esponenti del regime di Minsk: «La decisione è una risposta all’attacco ibrido in corso lanciato dal regime».


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